Sparatoria in zona movida a Milano: due arresti per il tentato omicidio di un imprenditore cinese
Milano – Sono stati arrestati all’alba due uomini di origine cinese accusati di aver compiuto un agguato armato nel cuore di Milano, nella zona di via Marsala. Il fatto risale alla notte del 26 marzo, quando un imprenditore 42enne era stato colpito da colpi di pistola al volto mentre rientrava a casa. Gli aggressori, provenienti […]
Milano – Sono stati arrestati all’alba due uomini di origine cinese accusati di aver compiuto un agguato armato nel cuore di Milano, nella zona di via Marsala. Il fatto risale alla notte del 26 marzo, quando un imprenditore 42enne era stato colpito da colpi di pistola al volto mentre rientrava a casa. Gli aggressori, provenienti da Prato, sono finiti in carcere con l’accusa di tentato omicidio aggravato.
La vittima ferita da due colpi al volto
L’attacco si è verificato intorno alla mezzanotte, nei pressi di corso Garibaldi, mentre la vittima – un cittadino cinese dipendente di un’azienda varesotta nel settore dell’import-export automobilistico – stava tornando a casa a piedi con un amico. I due erano appena usciti da un ristorante e l’uomo aveva in mano una busta con gli avanzi della cena. A pochi passi dalla sua abitazione, è stato aggredito da due sconosciuti con il volto semicoperto.
Dopo essere stato afferrato per il collo e picchiato, il 42enne è riuscito a liberarsi. Uno degli assalitori, però, ha estratto una pistola e ha sparato due volte da distanza ravvicinata. I proiettili lo hanno colpito di striscio al collo e al volto. L’uomo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda, dove i medici hanno rimosso una scheggia di ogiva conficcata nella nuca.
Identificati grazie a telecamere e dispositivi digitali
Le indagini, coordinate dalla Squadra Mobile di Milano guidata da Alfonso Iadevaia, hanno permesso di identificare i sospettati attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. I due uomini, di 45 e 47 anni, sono stati individuati anche grazie alle tracce elettroniche lasciate dai loro dispositivi digitali, che ne hanno confermato la presenza a Milano la notte della sparatoria.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Milano ed eseguita dalla polizia nella giornata del 19 giugno.
Movente ancora da chiarire: indagini in corso
Non è ancora stato definito il movente dell’agguato, ma gli investigatori non escludono la possibilità che i due abbiano agito su commissione. Proseguono le indagini per fare luce sull’origine del conflitto e verificare l’eventuale coinvolgimento di terzi, potenzialmente legati all’ambiente imprenditoriale della vittima o a dinamiche di rivalità personali.