Stangata sulle bollette in Lombardia: fino a 1.298 euro in quattro mesi e rincari vicini al 40%
L'analisi di Facile.it sui prezzi a termine: elettricità in crescita del 65%, gas del 113% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Dopo il capitolo carburanti, le famiglie lombarde si preparano a una seconda voce di spesa in aumento. Secondo l'elaborazione di Facile.it, nel quadrimestre compreso tra settembre e dicembre 2026 le bollette energetiche nella regione potrebbero crescere in una forbice che va dal 37,1% dell'area milanese al 39,5% del Comasco. Un intervallo ristretto, che segnala un rincaro diffuso su tutto il territorio.
Cosa dicono i prezzi a termine
La stima poggia sui contratti forward elaborati da EEX e analizzati dal comparatore. Le quotazioni indicano per i prossimi quattro mesi un PUN, il prezzo di riferimento all'ingrosso dell'energia elettrica, in crescita del 65% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Ancora più marcato il movimento del PSV, l'indice che fa da riferimento per il costo del gas: il rialzo atteso sfiora il 113% sui valori del 2025. Sullo sfondo resta il perdurare della situazione di conflitto, che continua a pesare sulle aspettative degli operatori.
Como davanti a tutti, Milano in fondo alla classifica
Se le previsioni si confermassero, considerando tutte le componenti che compongono la fattura, la provincia lombarda con l'esborso più alto sarebbe Como: circa 1.298 euro tra elettricità e gas nel quadrimestre, con un incremento del 39,5% su base annua. Seguono Sondrio, con 1.204 euro e un aumento del 39,2%, e Varese, ferma a 1.161 euro e a un più 38,9%.
Nella fascia centrale si collocano Mantova (1.150 euro, +38,6%), Monza e Brianza (1.140 euro, +38,6%), Brescia (1.125 euro, +38,4%), Lodi (1.101 euro, +38,8%), Pavia (1.100 euro, +38,6%), Lecco (1.098 euro, +38,6%), Cremona (1.094 euro, +38,5%) e Bergamo, dove il budget stimato è di 1.079 euro con una crescita del 38,3%.
Chiude la graduatoria la provincia di Milano, con una spesa prevista di circa 927 euro e un rincaro del 37,1%: il valore più basso della regione, dovuto in larga parte ai consumi termici inferiori rispetto alle aree prealpine e alpine.
Il consiglio degli analisti: verificare l'offerta prima dei rialzi
Dal comparatore arriva un'indicazione operativa rivolta ai consumatori. "Questo è il momento giusto per valutare la propria offerta in vista dell'autunno e dell'inverno e confrontarla con le altre presenti sul mercato", spiegano gli esperti di Facile.it. Fra le strade percorribili viene indicato il passaggio a una tariffa a prezzo fisso, che consente di neutralizzare eventuali oscillazioni successive. La tempistica, però, incide: "Il consiglio è di farlo al più presto, prima che i prezzi, anche quelli bloccati, inizino a crescere".