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Studenti in protesta a Milano: bruciata la bandiera dell’Unione Europea

Manifestazione contro i tagli alla scuola, la guerra e il riarmo Milano – Un gruppo di studenti ha dato vita a una protesta a Milano per lo sciopero nazionale studentesco e universitario denominato “Allarme Rosso”. L’evento si è svolto davanti alla Prefettura di Milano, in Corso Monforte, e ha visto la partecipazione di numerosi manifestanti […]

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Manifestazione contro i tagli alla scuola, la guerra e il riarmo

Milano – Un gruppo di studenti ha dato vita a una protesta a Milano per lo sciopero nazionale studentesco e universitario denominato “Allarme Rosso”. L’evento si è svolto davanti alla Prefettura di Milano, in Corso Monforte, e ha visto la partecipazione di numerosi manifestanti che si sono schierati contro i tagli alla scuola, la guerra e il riarmo. La protesta ha preso piede in tutta Italia, con eventi simili in altre città.

Durante il presidio, alcuni manifestanti hanno dato alle fiamme una bandiera dell’Unione Europea, utilizzando un fumogeno. Un gesto che rappresenta un atto simbolico di opposizione alle politiche europee e nazionali che, secondo gli studenti, non rispondono alle necessità del settore educativo e delle future generazioni.

Le ragioni della protesta: opposizione al modello scolastico attuale

Simone Santini, insegnante di una scuola di Bergamo e rappresentante dell’Usb, ha spiegato le motivazioni alla base della protesta. “Siamo qui oggi, insieme a studenti e studentesse di tutta Italia, per opporci al modello scolastico che il governo Meloni sta costruendo. Un modello che, in continuità con i governi precedenti, si fonda su un classismo che separa chi potrà accedere all’università da chi non lo potrà fare. Una scuola che si basa sul precariato e sull’umiliazione dei lavoratori”.

Un appello per una scuola inclusiva e senza disuguaglianze

Gli studenti chiedono una trasformazione del sistema educativo, proponendo una scuola che non sia più esclusiva e che non separi gli studenti in base alla loro condizione sociale. “Vogliamo una scuola diversa, una scuola che costruisca un modello alternativo in cui ogni studente possa sentirsi parte di un sistema educativo equo e inclusivo”, ha concluso Santini.

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