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Tavolo antiabusivismo taxi: confronto ancora aperto in Prefettura

Le associazioni dei tassisti ribadiscono i punti irrinunciabili per un’intesa efficace Milano – Si è svolta martedì 13 maggio presso la Prefettura di Milano una nuova riunione dedicata al contrasto dell’abusivismo nel settore del trasporto pubblico non di linea. Al tavolo erano presenti i rappresentanti delle principali sigle sindacali e associazioni del comparto taxi – […]

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Le associazioni dei tassisti ribadiscono i punti irrinunciabili per un’intesa efficace

Milano – Si è svolta martedì 13 maggio presso la Prefettura di Milano una nuova riunione dedicata al contrasto dell’abusivismo nel settore del trasporto pubblico non di linea. Al tavolo erano presenti i rappresentanti delle principali sigle sindacali e associazioni del comparto taxi – tra cui Unione Artigiani, TAM, Federtaxi CISAL Milano, ConsulTaxi, Unica taxi CGIL, Satam, UGL Taxi Milano, Uritaxi Milano, Taxi Service Milano e CLAAI – insieme al Comune di Milano, Regione Lombardia, polizia locale e operatori del settore noleggio con conducente.

Le richieste dei tassisti: no alla parola “concorrenza” e pieno controllo dei flussi

Durante l’incontro è stata presentata una nuova bozza del protocollo antiabusivismo, oggetto di un’ampia e approfondita discussione. Le associazioni di categoria hanno ribadito l’assenza di elementi fondamentali per un accordo condiviso, a partire dalla richiesta di rimuovere il termine “concorrenza”, ritenuto non pertinente nel contesto di contrasto agli abusi normativi.

Altro punto centrale è stata la richiesta di applicazione dell’articolo 5-bis della legge quadro sul trasporto pubblico non di linea, che consente al Comune di controllare l’accesso sul territorio tramite i varchi ZTL e l’identificazione dei veicoli attraverso sistemi di videosorveglianza.

Il Comune apre a un’integrazione del protocollo

L’assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Marco Granelli, si è detto disponibile ad accogliere la proposta delle sigle sindacali, impegnandosi a inserire tra le responsabilità comunali anche il monitoraggio dell’accesso al territorio cittadino, come previsto dalla normativa.

Si tratta di un’apertura giudicata significativa dalle associazioni, che tuttavia rimandano ogni decisione all’esito della valutazione giuridica da parte dell’Avvocatura del Comune sulla possibilità di integrare formalmente tale clausola nel protocollo.

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