Taxi a Milano: guadagni superiori alla media nazionale
Milano – Dopo la forte crisi causata dalla pandemia, il settore dei taxi in Italia ha registrato una solida ripresa, tornando ai livelli pre-Covid. I dati più recenti del Ministero dell’Economia, elaborati dal Sole 24 Ore, evidenziano un lieve aumento dei redditi nel comparto taxi: nel 2023, la media nazionale si attesta a circa 208 […]
Milano – Dopo la forte crisi causata dalla pandemia, il settore dei taxi in Italia ha registrato una solida ripresa, tornando ai livelli pre-Covid. I dati più recenti del Ministero dell’Economia, elaborati dal Sole 24 Ore, evidenziano un lieve aumento dei redditi nel comparto taxi: nel 2023, la media nazionale si attesta a circa 208 euro in più rispetto all’anno precedente, con un guadagno medio annuo lordo di quasi 18.000 euro, pari a circa 1.500 euro mensili.
Milano seconda per reddito taxi
Tra le città italiane, Firenze è quella dove i tassisti guadagnano di più, con redditi annui dichiarati superiori ai 24.000 euro, segnando un incremento del 17% rispetto al 2022 e uno stipendio mensile lordo oltre i 2.000 euro. Milano si posiziona al secondo posto, con un reddito medio annuo di 22.551 euro e circa 1.879 euro al mese. Bologna segue con quasi 19.000 euro annui, mentre Roma mostra valori più bassi, intorno ai 16.000 euro.
Concorrenza e innovazioni nel settore taxi
Negli ultimi anni i tassisti hanno dovuto affrontare una crescente competizione da parte dei servizi di noleggio con conducente (Ncc) e delle app digitali che facilitano la comparazione di prezzi e tempi d’attesa. Questi fattori hanno influenzato il mercato, spingendo gli operatori tradizionali a cercare nuovi modi per mantenere la clientela.
Dal 2027 obbligo Pos per aumentare trasparenza e sicurezza
A partire dal 2027, con la disponibilità dei dati fiscali relativi all’obbligo del Pos, entrerà in vigore una nuova fase per il settore taxi. Dal giugno 2022, infatti, il decreto Pnrr ha imposto ai taxi di dotarsi del dispositivo per i pagamenti elettronici, equiparando ogni corsa a una normale transazione commerciale. Il mancato uso del Pos potrà comportare sanzioni amministrative, partendo da un minimo di 30 euro più il 4% dell’importo non pagato elettronicamente. Questa misura punta a migliorare la trasparenza dei redditi dichiarati, riducendo il fenomeno dei pagamenti in nero e delle transazioni senza scontrino.