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Terziario femminile in Lombardia: imprenditrici ottimiste ma in cerca di equilibrio

Milano – Le donne lombarde che operano nel settore del terziario dimostrano una forte determinazione imprenditoriale. È quanto emerge dalla recente indagine condotta da Terziario Donna Lombardia in collaborazione con Confcommercio Lombardia, dal titolo “Quello che le donne non dicono – tutta la verità raccontata dalle donne imprenditrici”. Il sondaggio ha coinvolto 351 imprese femminili […]

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Milano – Le donne lombarde che operano nel settore del terziario dimostrano una forte determinazione imprenditoriale. È quanto emerge dalla recente indagine condotta da Terziario Donna Lombardia in collaborazione con Confcommercio Lombardia, dal titolo “Quello che le donne non dicono – tutta la verità raccontata dalle donne imprenditrici”. Il sondaggio ha coinvolto 351 imprese femminili del settore, fornendo una panoramica chiara sulle motivazioni, le difficoltà e le prospettive delle imprenditrici lombarde.

Una scelta consapevole: libertà, impatto e indipendenza

Il 66% delle imprenditrici intervistate rifarebbe la scelta di avviare un’attività in proprio. La spinta principale? Libertà di azione, indipendenza economica e desiderio di influenzare positivamente la società. Il 56% ha fondato la propria impresa da zero, mentre il restante 44% è subentrato in un’attività familiare. Alcune donne, invece, hanno intrapreso il percorso imprenditoriale per necessità, ad esempio dopo la perdita di un impiego.

Fiducia nel futuro, nonostante ostacoli concreti

L’orizzonte delle imprenditrici lombarde resta positivo: il 36% punta alla stabilità, il 34% vede possibilità di crescita. Tuttavia, permangono criticità strutturali come la burocrazia, la difficoltà a reperire personale qualificato, il riconoscimento del proprio ruolo e, soprattutto, la conciliazione tra vita privata e lavoro.

Work-life balance: il tempo per sé è ancora scarso

L’equilibrio tra impegno lavorativo e tempo personale è ancora lontano: il 56% lavora tra le 8 e le 12 ore al giorno, mentre quasi il 20% supera le 12 ore. In parallelo, il 34% delle intervistate dichiara di dedicarsi meno di due ore alla settimana al proprio benessere personale, segno di un equilibrio fragile tra carriera e cura di sé.

Famiglia e lavoro: la rete fa la differenza

Il carico familiare interessa circa la metà delle imprenditrici, ma sette su dieci dichiarano di non esserne ostacolate, grazie al supporto condiviso con la rete familiare o esterna. Un dato che riflette una trasformazione culturale significativa, secondo la presidente di Terziario Donna Lombardia, Lionella Maggi: “Che il 70% delle donne condivida i compiti familiari è un segnale importante, anche se ciò comporta spesso il sacrificio del tempo personale o dell’attività”.

Secondo Maggi, per valorizzare appieno il contributo delle donne allo sviluppo economico e sociale servono interventi integrati. “Le imprese devono impegnarsi affinché le donne possano esprimere pienamente il loro potenziale, mentre le istituzioni devono garantire una rete di servizi pubblici funzionali e mirati al supporto delle imprenditrici”.

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