Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Categoria: ISTITUZIONI

Torna in campo la Lega Nord: gli ex chiedono il congresso federale, i salviniani replicano "cercano una poltrona"

Un comitato guidato da Gianluca Pini punta a "scongelare" il vecchio partito e il suo simbolo, con la minaccia di azioni legali contro il commissario Iezzi

Di

Nell'estate complicata di Matteo Salvini si apre un capitolo inatteso. Un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali ha dato vita a un comitato per chiedere la convocazione del congresso federale della Lega Nord: non del partito attuale, la "Lega per Salvini premier", ma di quel soggetto originario che dal 2017 è stato di fatto accantonato, trasformato in un contenitore destinato a farsi carico dei 49 milioni di euro che il Carroccio deve restituire allo Stato. Rimettere in movimento quella struttura significherebbe rimettere in discussione anche la titolarità del marchio storico.


Pini: "Hanno calpestato statuto e regolamento"


Tra i promotori figura Gianluca Pini, per anni segretario della Lega Nord Romagna e già protagonista di un contenzioso giudiziario sul simbolo, davanti al quale, sostiene, sarebbe stata fatta "melina". "Vogliamo la convocazione del congresso e scongelare il vecchio partito", spiega, rivendicando l'adesione di "centinaia" di "semplici militanti" e accusando chi "ha calpestato il regolamento e lo statuto della Lega Nord", con la prospettiva di nuove azioni legali. Il bersaglio diretto è il commissario nominato da Salvini, il deputato Igor Iezzi: secondo Pini avrebbe "impedito il congresso", fuso tutte le sezioni e bloccato il tesseramento, "tutto per spianare la strada al piano sovranista e fallimentare di Salvini".


La contromossa: "Chi ha rischiato di uccidere la Lega"


La reazione dell'entourage del segretario è immediata e senza cortesie diplomatiche. Fonti del Carroccio esprimono "sorpresa" per la richiesta e affondano il colpo: "Coloro che hanno rischiato di uccidere la Lega ora si rifanno vivi in cerca di una poltrona. Chi ha patteggiato per corruzione è disposto anche a farsi interamente carico dei 49 milioni di debiti che la Lega per Salvini Premier ha trovato in eredità e che sta tuttora pagando?".


I "ribelli" del Nord si sfilano


L'iniziativa mette in imbarazzo proprio chi in queste settimane ha contestato la linea del segretario dall'interno. I dirigenti settentrionali che hanno chiesto una guida più collegiale e maggiore attenzione alla questione nordista storcono il naso: uscire allo scoperto adesso, ragionano, significa cavalcare un clima che loro intendono invece governare restando dentro il partito. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana è netto nel tracciare il confine: il comitato "non c'entra assolutamente niente con il discorso che stiamo portando avanti con Salvini". Sullo sfondo resta il libro con cui il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, segretario lombardo, ha raccontato il "desiderio di rinnovamento" che sale dalla base.


Il vertice con i governatori e l'appuntamento di Pontida


Il percorso che i presidenti del Nord rivendicano dovrebbe sfociare nel faccia a faccia con il vicepremier, annunciato da tempo e ancora in cerca di collocazione: le segreterie lavorano per far "combaciare le agende", come dice Fontana, in vista di un incontro atteso nei prossimi giorni che dovrà anche preparare il terreno a Pontida. Cosa il segretario sia disposto a concedere resta da vedere; a parole si è detto pronto a "rafforzare la squadra", mentre chi gli è vicino ribadisce che "il Nord chiede soluzioni, risposte e concretezza, che il governo sta dando anche grazie alla spinta della Lega e dei suoi cinque ministri lombardi". Il senatore Claudio Borghi, fedelissimo del leader, invita chi "ha fatto casino quest'estate" a riprendersi "dalla sbornia estiva", auspicando che sul pratone "rinasca la Lega" e che la leadership di Salvini venga confermata.



Condividi questo articolo

Altre notizie