Tragedia sul lavoro a Milano: morto a 24 anni il giovane operaio Endrit Ademi
Milano – Si chiamava Endrit Ademi, aveva solo 24 anni ed è la vittima dell’ennesimo incidente mortale sul lavoro avvenuto il 6 maggio in via Edoardo Bassini, a Milano. Il giovane operaio, impegnato in lavori di tinteggiatura all’interno di un condominio, è precipitato da un’altezza di circa dodici metri, perdendo la vita sul colpo. L’incidente […]
Milano – Si chiamava Endrit Ademi, aveva solo 24 anni ed è la vittima dell’ennesimo incidente mortale sul lavoro avvenuto il 6 maggio in via Edoardo Bassini, a Milano. Il giovane operaio, impegnato in lavori di tinteggiatura all’interno di un condominio, è precipitato da un’altezza di circa dodici metri, perdendo la vita sul colpo.
L’incidente nel cortile di un condominio: fatale una caduta da 12 metri
Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo – originario del Kosovo e residente a Rovato, in provincia di Brescia – stava lavorando su un trabattello posizionato al terzo piano. Per motivi ancora in fase di accertamento, la barriera di sicurezza avrebbe ceduto mentre lui cadeva all’indietro, precipitando nel cortile interno dell’edificio.
Soccorsi inutili: Endrit è morto sul colpo
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari dell’Areu, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato purtroppo vano. Endrit è deceduto immediatamente a causa delle gravi lesioni riportate nella caduta. Con lui era presente anche un collega, rimasto illeso ma profondamente scosso dall’accaduto.
Indagini in corso: Ats e polizia locale al lavoro per chiarire le cause
Sul luogo della tragedia sono arrivati gli agenti della polizia locale, i carabinieri, i tecnici dell’Ats di Milano e i vigili del fuoco. Le autorità stanno svolgendo tutti i rilievi necessari per accertare la dinamica esatta dell’incidente e verificare eventuali responsabilità in ambito di sicurezza sul lavoro.
Chi era Endrit Ademi: un giovane lavoratore con sogni e sacrifici
Endrit lavorava per una ditta con sede nel Bresciano e si trovava nel cantiere per lavori di manutenzione e tinteggiatura. Viveva da solo in Italia, mentre la sua famiglia era rimasta nel paese d’origine. “Era un gran lavoratore e un bravissimo ragazzo”, ha raccontato commosso un collega sul luogo dell’incidente, visibilmente provato.