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Truffe agli anziani: sgominata banda di finti venditori porta a porta, 1.200 vittime a Milano e in tutta Italia

La Guardia di Finanza smantella banda di falsi venditori porta a porta: 1.200 anziani truffati, beni sequestrati per 2,5 milioni di euro.

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La Guardia di Finanza di Padova ha smantellato un’associazione a delinquere specializzata in truffe porta a porta, con oltre 1.200 vittime in tutta Italia, tra cui numerosi anziani e persone fragili residenti a Milano e hinterland. L’operazione, condotta il 20 gennaio con più di 70 militari, ha portato alla denuncia di dieci italiani e al sequestro di beni per 2,5 milioni di euro. Cinque indagati sono finiti sotto misure cautelari personali.

Come agivano i falsi venditori

I truffatori si presentavano nelle abitazioni di anziani e persone vulnerabili, sostenendo l’esistenza di contratti pregressi che obbligavano all’acquisto di prodotti casalinghi, dal ferro da stiro ai materassi, passando per poltrone reclinabili e dispositivi di magnetoterapia. Gli articoli venivano venduti a prezzi gonfiati tra i 5mila e i 7mila euro e spesso con finanziamenti proposti alle vittime, molte delle quali con pensione minima.

Episodi particolarmente gravi

Tra i casi più drammatici, un anziano del Padovano è stato costretto in tre anni ad acquistare prodotti per 2mila euro, sommati a 3mila euro di interessi, con il finanziamento esteso fino al 2030. In caso di rifiuto, i truffatori minacciavano azioni legali, contestando presunti obblighi contrattuali, configurando anche reati di estorsione.

Profitti e vita di lusso dei criminali

I guadagni derivavano da ricarichi fino all’800% e commissioni sui finanziamenti, permettendo agli indagati uno stile di vita sfarzoso: vacanze costose, ristoranti esclusivi, vestiti firmati e auto di lusso come Ferrari, Lamborghini e Bentley. La loro frequentazione di locali esclusivi ha contribuito a far partire le indagini.

Misure cautelari e società coinvolte

Per la banda è stata disposta la custodia cautelare in carcere; i collaboratori più stretti sono agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre altri due rispondono a obbligo di dimora e firme giornaliere. Al centro dell’inchiesta una società di vendita porta a porta con sede nel Veneziano e operativa a Padova, coinvolta con altre imprese di Roma, Treviso, Mantova e Lecce nello scambio di elenchi di potenziali vittime.

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