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Vendita di San Siro: la Procura di Milano apre un’inchiesta sul prezzo di 197 milioni

Indagini in corso per valutare possibili danni alle casse comunali Milano – La Procura di Milano ha avviato un’indagine preliminare sulla vendita dello stadio San Siro e delle aree circostanti, per un totale di 197 milioni di euro, di cui quasi 73 milioni attribuiti alla struttura sportiva. Il fascicolo, attualmente senza ipotesi di reato né […]

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Indagini in corso per valutare possibili danni alle casse comunali

Milano – La Procura di Milano ha avviato un’indagine preliminare sulla vendita dello stadio San Siro e delle aree circostanti, per un totale di 197 milioni di euro, di cui quasi 73 milioni attribuiti alla struttura sportiva. Il fascicolo, attualmente senza ipotesi di reato né indagati, mira a verificare se l’operazione possa comportare un danno economico per il Comune di Milano.

Il prezzo di vendita è stato definito sulla base di una valutazione commissionata dal Comune all’Agenzia delle Entrate e pubblicata a novembre 2024. Tra gli elementi oggetto di approfondimento, vi è lo sconto di circa 80 milioni di euro riconosciuto per la demolizione e la bonifica dell’area, agevolazione prevista dalla cosiddetta “legge stadi”.

L’iter della vendita: prossimi passi e coinvolgimento di nuovi acquirenti

La scorsa settimana, la Giunta Comunale ha approvato una delibera per stabilire le fasi successive della vendita, che includono:

  • L’apertura della conferenza dei servizi;
  • La pubblicazione di un avviso pubblico per verificare la presenza di altri soggetti interessati all’acquisto alle stesse condizioni offerte da Milan e Inter.

Le proteste dei consiglieri: “Prezzo inadeguato e costi di demolizione a carico dei cittadini”

L’operazione ha suscitato forti critiche tra alcuni consiglieri comunali, in particolare tra coloro che si oppongono alla demolizione dello stadio. Enrico Fedrighini, consigliere del gruppo misto, ha evidenziato il rischio che i costi di demolizione e bonifica ricadano sui cittadini milanesi, oltre alla perdita delle entrate derivanti da partite ed eventi. Francesca Cucchiara e Tommaso Gorini (Europa Verde) hanno espresso preoccupazione per lo sconto concesso, sostenendo che il Comune si farebbe carico di un onere che i club non possono sostenere.

Anche Carlo Monguzzi, consigliere di Europa Verde, ha criticato il prezzo fissato a 72 milioni per lo stadio, giudicandolo troppo basso. Ha inoltre sottolineato che, con lo sconto per la demolizione, il Meazza verrebbe di fatto ceduto a un valore quasi nullo.

Spazi commerciali: un valore sottostimato?

Un ulteriore punto di discussione riguarda la valutazione economica dell’impianto. L’Agenzia delle Entrate ha calcolato il valore del Meazza considerando il costo di costruzione di un nuovo stadio e applicando una decurtazione basata su vari fattori, tra cui la presunta impossibilità di ampliare gli spazi commerciali.

Tuttavia, secondo i progettisti di Arco Associati, che avevano presentato un piano di ristrutturazione dello stadio, questi spazi sarebbero raddoppiabili, con un conseguente incremento del valore dell’impianto e dei ricavi derivanti da attività extra-calcistiche. Attualmente, il Meazza genera circa 25 milioni di euro all’anno tra eventi sportivi e altre manifestazioni.

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