Verso Milano 2027, Tajani: "Sosterremo solo un candidato di centrodestra, abbiamo nomi politici e civici"
Il vicepremier rivendica per Forza Italia il ruolo di centro della coalizione e guarda agli elettori moderati del Pd. Tra le ipotesi per Palazzo Marino anche figure dal mondo universitario e professionale
Nessuna apertura verso candidature esterne al perimetro della coalizione. Antonio Tajani, segretario di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio, ha risposto senza margini di interpretazione alla domanda su un eventuale sostegno a Mario Calabresi, il giornalista che si avvicina alla corsa per Palazzo Marino con il centrosinistra. "Assolutamente no. Noi siamo per sostenere un candidato di centrodestra, abbiamo le nostre idee, abbiamo dei nomi importanti da sottoporre agli alleati, sia civici sia di Forza Italia", ha dichiarato in un punto stampa a Wicklow, in Irlanda.
Ancora nessun nome sul tavolo
Il leader azzurro ha preferito non anticipare alcuna indicazione, spiegando di non volerli "bruciare" prima del confronto interno alla coalizione. Ha però tracciato il profilo delle candidature allo studio: esponenti del partito da un lato, personalità civiche dall'altro, con uno sguardo rivolto in particolare al mondo universitario e a quello delle professioni. Una doppia opzione che riflette la collocazione che Forza Italia rivendica per sé, quella di "centro del centrodestra", con l'ambizione dichiarata di intercettare anche l'elettorato moderato che in passato si era orientato verso il Partito Democratico.
Il richiamo agli anni di Albertini e Moratti
Sul merito della sfida milanese, Tajani si è mostrato ottimista, ancorando il ragionamento alla critica dell'amministrazione uscente. "Milano veramente, visto il malgoverno dell'attuale amministrazione, è una città dove il centrodestra con un buon candidato, una buona campagna elettorale può vincere e tornare al governo", ha affermato, evocando come termine di paragone le esperienze amministrative di Gabriele Albertini e Letizia Moratti. Un modo per segnalare che, nella lettura di Forza Italia, il capoluogo lombardo non è una partita persa in partenza, a condizione di presentarsi con un nome capace di parlare all'elettorato moderato.