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Via al flash mob a sostegno della maschera della Scala licenziata per la frase “Palestina libera”

Milano – Martedì 3 giugno è in programma un flash mob di solidarietà in favore della maschera della Scala di Milano licenziata dopo aver pronunciato lo slogan “Palestina libera”. L’iniziativa, sostenuta da oltre 400 firme raccolte, si svolgerà alle ore 12.30 presso i Laboratori Ansaldo della Scala, in via Bergognone 34. Il gesto e il […]

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Milano – Martedì 3 giugno è in programma un flash mob di solidarietà in favore della maschera della Scala di Milano licenziata dopo aver pronunciato lo slogan “Palestina libera”. L’iniziativa, sostenuta da oltre 400 firme raccolte, si svolgerà alle ore 12.30 presso i Laboratori Ansaldo della Scala, in via Bergognone 34.

Il gesto e il licenziamento: cosa è successo il 4 maggio

L’episodio risale allo scorso 4 maggio, quando la giovane maschera ha tentato di srotolare uno striscione e ha urlato la frase “Palestina libera” proprio mentre la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, entrava nel Palco Reale. La Premier era ospite di un concerto organizzato in occasione della 58esima edizione dell’Annual Meeting dell’Asian Development Bank. A seguito di quell’azione, la lavoratrice è stata allontanata dal teatro e, qualche giorno fa, licenziata dalla direzione.

La posizione del sindacato Cub: solidarietà e protesta

Il sindacato Cub informazione e spettacolo ha denunciato il licenziamento come un “verdicto ghigliottina”. Sottolineando che la giovane maschera ha espresso una solidarietà condivisa da milioni di giovani nel mondo, impegnati a protestare contro la tragedia in corso a Gaza. La nota del sindacato evidenzia come il gesto non sia un caso isolato, ma parte di una mobilitazione più ampia per i diritti umani.

Secondo quanto riportato, il provvedimento di licenziamento, firmato dal sovrintendente Fortunato Ortombina, attribuisce alla dipendente la perdita della fiducia per “disobbedienza agli ordini di servizio”. Dopo l’episodio, la maschera è stata dapprima accompagnata fuori dal palco e successivamente sottoposta a un procedimento disciplinare che si è concluso con il licenziamento.

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