Vigilanza anti-movida a Milano, De Corato (FdI): "paga soprattutto lo Stato, il Comune ci mette le briciole"
Il deputato di Fratelli d'Italia ed ex vicesindaco denuncia lo squilibrio dei fondi destinati alla sicurezza nelle notti milanesi
Il Comune di Milano ha pubblicato un bando da 130mila euro per finanziare servizi di vigilanza sussidiaria affidati ad associazioni e consorzi di commercianti, uno strumento pensato per contenere le criticità della movida cittadina. A sollevare dubbi sulla reale portata dell'iniziativa è Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d'Italia ed ex vicesindaco di Milano, che punta il dito sulla provenienza delle risorse stanziate.
Un bando da 130mila euro, ma il Comune ne mette solo 30mila
Secondo quanto ricostruito da De Corato, dei 130mila euro complessivi appena 30mila arrivano dalle casse comunali. I restanti 100mila euro provengono invece da trasferimenti statali, attinti dal Fondo per il potenziamento delle iniziative di sicurezza urbana previsto dal Decreto Sicurezza. In sostanza, oltre tre quarti delle risorse del bando 2026 hanno origine statale e non municipale.
Per De Corato non si tratta di un episodio isolato. Nel 2025 lo stesso tipo di intervento poteva contare su 200mila euro complessivi, anche in quel caso con un contributo comunale fermo a 30mila euro e ben 170mila euro provenienti dal Fondo statale. Sommando i due bandi, tra 2025 e 2026 si arriva a un totale di 330mila euro, dei quali 270mila stanziati dallo Stato e soltanto 60mila dal bilancio del Comune.
"La vigilanza sussidiaria non può sostituire la Polizia Locale"
Il parlamentare riconosce l'utilità dello strumento e il valore della collaborazione con gli esercenti, ma avverte sul rischio che diventi l'unica risposta strutturale ai problemi di sicurezza. "La vigilanza sussidiaria può certamente essere uno strumento utile e la collaborazione degli esercenti è importante, ma non può diventare il modo con cui Palazzo Marino affronta strutturalmente i problemi di sicurezza, degrado, schiamazzi e comportamenti antisociali nelle notti milanesi", dichiara De Corato. Il deputato si chiede quindi dove sia il rafforzamento strutturale della presenza della Polizia Locale nelle fasce orarie e nelle zone più critiche della città, denunciando il rischio di un paradosso: lo Stato finanzia la sicurezza urbana, i commercianti si organizzano con servizi di vigilanza sussidiaria, e il Comune considera questo schema sufficiente per affrontare la malamovida.
De Corato segnala inoltre un altro elemento definito singolare: il bando risulta pubblicato il primo luglio, ma finanzia attività riferite a un periodo che parte già dal 30 maggio. Anche su questo punto, sostiene il deputato, sarebbe opportuno che l'amministrazione comunale chiarisse tempi, modalità operative e risultati concreti dell'iniziativa.
La richiesta di trasparenza sui dati della movida
De Corato chiede infine alla Giunta di rendere pubblici, al termine della procedura, dati precisi: quali progetti sono stati ammessi al finanziamento, quanti operatori saranno effettivamente presenti sul territorio, per quante ore, in quali vie, e quanti agenti della Polizia Locale verranno contemporaneamente impiegati nelle 14 aree cittadine individuate come zone di movida. "Lo Stato sta mettendo risorse concrete a disposizione della sicurezza urbana. Adesso il Comune faccia la propria parte fino in fondo", conclude il deputato di Fratelli d'Italia.