Violenza digitale, l’allarme dell’Ordine degli psicologi Lombardia: “Il web può ferire quanto la realtà”
Ordine Psicologi Lombardia: cyberstalking, revenge porn e molestie online hanno effetti concreti sulla vita delle vittime
La chiusura recente da parte della Polizia Postale di due siti sessisti con decine di migliaia di follower evidenzia un fenomeno preoccupante: la violenza online è reale e ha conseguenze tangibili sulla vita delle persone. Secondo l’Ordine degli Psicologi della Lombardia, la tecnologia, pur ampliando le possibilità di comunicazione, ha aperto nuove vie per abusi e controllo.
Tipologie di violenza digitale
Il gruppo di lavoro “Violenza contro le donne” definisce la violenza digitale come qualsiasi comportamento vessatorio, persecutorio o umiliante tramite strumenti tecnologici. Tra questi:
- Cyberstalking e controllo ossessivo tramite messaggi o geolocalizzazione
- Revenge porn e diffusione non consensuale di immagini intime
- Molestie online e diffusione di dati personali a scopo intimidatorio (“doxxing”)
- Accesso abusivo a profili, mail o dispositivi elettronici
L’urgenza di un cambiamento culturale
“La violenza digitale riflette le persistenti disuguaglianze di genere e stereotipi sociali”, sottolinea Prof.ssa Elisabetta Camussi, coordinatrice Osservatorio Pari Opportunità e Generi. Cinque anni dopo il Piano Colao, l’Italia resta 85° su 148 Paesi nel Global Gender Gap Report, evidenziando la necessità di interventi sistemici in scuole e luoghi di lavoro.
Impatti psicologici concreti
Le conseguenze sulla vittima sono profonde e reali:
- Ansia e insicurezza costante
- Perdita di privacy e controllo sulla propria vita
- Vergogna, senso di colpa e isolamento sociale
- Sintomi depressivi o disturbi post-traumatici nei casi più gravi
Il ruolo della psicologia
Gli psicologi possono intervenire su più livelli:
- Clinico: supporto psicologico, elaborazione del trauma, ricostruzione dell’autostima
- Educativo: percorsi di sensibilizzazione nelle scuole e nei luoghi di lavoro
- Sociale e politico: collaborazione con istituzioni, centri antiviolenza e associazioni
Un appello agli uomini
Le dinamiche della violenza spesso nascondono fragilità e difficoltà maschili nella gestione dei conflitti emotivi. È fondamentale favorire spazi di ascolto e supporto psicologico anche per gli uomini, prevenendo comportamenti dominanti che sfociano in abuso.
Il web amplifica il danno
“Condividere foto senza consenso non è uno scherzo né libertà d’espressione: è violenza”, evidenzia Dott.ssa Silvana Redaelli, coordinatrice del Gruppo di Lavoro. La rete amplifica il trauma, rendendo la presenza dell’aggressore pervasiva e costante, con effetti concreti sulla vita quotidiana della vittima.
Dott.ssa Paola Aquaro aggiunge: “Il compito della psicologia è dare voce alle vittime, promuovere resilienza e costruire una cultura digitale basata sul rispetto.”