Violenze al carcere Beccaria: detenuti minorenni denunciano abusi, umiliazioni e uso massiccio di farmaci
Un giovane detenuto dell’Istituto Penale per Minorenni Beccaria di Milano ha descritto davanti al gip Nora Lisa Passoni un contesto di violenze, abusi psicologici e massiccio uso di farmaci. “Eravamo in gioco con le guardie… ci provocavano per poi umiliarci”, ha raccontato uno dei minori coinvolti. Il ragazzo, ancora minorenne e oggi libero, è tra […]
Un giovane detenuto dell’Istituto Penale per Minorenni Beccaria di Milano ha descritto davanti al gip Nora Lisa Passoni un contesto di violenze, abusi psicologici e massiccio uso di farmaci. “Eravamo in gioco con le guardie… ci provocavano per poi umiliarci”, ha raccontato uno dei minori coinvolti. Il ragazzo, ancora minorenne e oggi libero, è tra le oltre 30 parti offese dell’inchiesta che vede 41 indagati, tra cui agenti della polizia penitenziaria, le ex direttrici Cosima Buccoliero e Maria Vittoria Menenti e l’ex coordinatore sanitario. I fatti contestati risalirebbero al periodo 2023-2025.
Botte, pressioni e abuso di farmaci
Il minore ha descritto schiaffi, calci e violenze psicologiche reiterate, ma anche un uso intensivo di farmaci: “Ne ho presi tanti: Valium, Tavor, Talofen, Delorazepam…”. Secondo il giovane, questa situazione lo ha portato a sentirsi privato della propria identità, con profonda sfiducia verso chi avrebbe dovuto proteggerlo ed educarlo. “Non ero più una persona, stavo tanto male”, ha aggiunto, descrivendo un ambiente dove la sofferenza era quotidiana e dove le guardie avrebbero sistematicamente alimentato la tensione e l’umiliazione.
Disagio estremo tra i detenuti
Nel corso dell’audizione, il ragazzo ha anche raccontato episodi drammatici tra altri detenuti: “Il ragazzo di fronte alla mia cella si è tagliato i testicoli con il vetro… un altro beveva bicchieri di vetro, un altro mangiava batterie”. Questi racconti delineano, secondo l’accusa, un contesto di grave degrado umano e sofferenza, che ha alimentato l’inchiesta giudiziaria sulle presunte violenze all’interno dell’istituto.