Winners Cup, 200 ragazzi in cura oncologica in campo a Cornaredo per chiedere reparti su misura: "Non siamo bambini grandi né adulti immaturi"
Sedici squadre da tutta Italia e dall'Europa si sfidano il 9 e 10 ottobre in un torneo di calcio a 7 che rivendica reparti e protocolli per la fascia 15-21 anni. Ogni formazione ospite è gemellata con una società del CSI Milano
Il Centro Sportivo S. Pertini di Cornaredo ospita venerdì 9 e sabato 10 ottobre la settima edizione della Winners Cup. In campo sedici formazioni composte da ragazze e ragazzi tra i 15 e i 21 anni, tutti in trattamento o in follow-up oncologico, provenienti dai principali centri italiani ed europei. L'organizzazione è di FC Internazionale Milano insieme a CSI Milano, FIAGOP, AIEOP e Networks of Expertise on cancer, con il sostegno di Fondazione Bianca Garavaglia e Regione Lombardia.
Chi sono i pazienti della "terra di mezzo"
La formula indica una condizione precisa: gli adolescenti e i giovani adulti colpiti da tumore ricadono in uno spazio intermedio tra l'oncologia pediatrica e quella per adulti, senza appartenere pienamente a nessuna delle due. La conseguenza non è soltanto organizzativa. Questa collocazione incerta produce ritardi nella diagnosi, ostacoli nell'accesso ai centri specializzati e ai protocolli sperimentali più avanzati e, in ultima analisi, probabilità di guarigione inferiori a quelle di un bambino con la stessa patologia.
Ferrari (INT Milano): "Farsi carico della persona, non solo della malattia"
Il professor Andrea Ferrari, della Pediatria Oncologica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e del Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell'Università degli Studi, segue il progetto scientifico dell'iniziativa. I pazienti adolescenti, osserva, non sono "bambini più grandi" né "adulti immaturi", e il torneo serve a individuare un percorso adeguato alla loro età. Un percorso che non si esaurisce nel trattamento clinico ma comprende la scuola, le relazioni affettive, la preservazione della fertilità e le prospettive future. I ragazzi in campo, secondo Ferrari, chiedono alle istituzioni strutture dedicate e protocolli calibrati sulla loro fascia anagrafica.
Dal torneo ai nuovi modelli di cura
L'effetto della manifestazione si misura anche fuori dal campo. Dal gruppo di giovani formatosi attorno alla squadra nelle edizioni precedenti sono nati in diversi centri oncologici italiani progetti assistenziali e modelli organizzativi specifici per questa fascia d'età. Un lavoro che ha trovato sponda nei gruppi intersocietari AIEOP e AIOM e nelle reti di eccellenza europee, tra cui la Network of Expertise promossa dalla Commissione nell'ambito della Joint Action JANE.
Il gemellaggio con le società del CSI
Ogni squadra ospite viene abbinata a una società sportiva del CSI Milano, incaricata dell'accoglienza e del tifo sugli spalti. L'abbinamento non si esaurisce nelle due giornate: è il punto d'arrivo di uno scambio di racconti e testimonianze tra gli atleti del torneo e i tesserati delle società coinvolte.
Achini: "Il calcio italiano vince anche così"
Per Massimo Achini, presidente del CSI Milano, vedere sedici squadre di ragazzi che affrontano o hanno superato la malattia produce sui coetanei un effetto difficile da ottenere altrimenti. Quest'anno l'organizzazione è stata affidata direttamente a giovani che avevano giocato nelle edizioni passate. Il calcio nazionale, aggiunge, non si qualifica solo sul piano dei risultati sportivi ma anche attraverso iniziative come questa, frutto di un'alleanza consolidata tra Inter, CSI, FIAGOP e gli altri soggetti coinvolti.
Picchi: "Nessun giovane deve sentirsi solo"
La sottosegretaria con delega a Sport e Giovani di Regione Lombardia, Federica Picchi, colloca la manifestazione tra gli strumenti di inclusione e condivisione rivolti a oltre duecento giovani pazienti europei. Nel suo intervento ha ricordato gli ottantadue anni di attività del CSI nella promozione dello sport come leva educativa e il progetto "CSI per i giovani 2026-2027", sostenuto dalla Regione per favorire protagonismo e impegno sociale e contrastare le situazioni di marginalità.