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Informazioni per "La città ideale oggi è smart e circolare"

Informazioni di base

Titolo visualizzatoLa città ideale oggi è smart e circolare
Criterio di ordinamento predefinitoLa città ideale oggi è smart e circolare
Lunghezza della pagina (in byte)11 374
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ID della pagina13284
Lingua del contenuto della paginait - italiano
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Creatore della paginaRedazione (discussione | contributi)
Data di creazione della pagina14:50, 2 set 2024
Ultimo contributoreRedazione (discussione | contributi)
Data di ultima modifica14:50, 2 set 2024
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La città ideale – o forse utopica – pensata da Platone, la città ideale del Rinascimento teorizzata da Leon Battista Alberti, dipinta da Leonardo e realizzata a Mantova, Ferrara, Pienza, Sabbioneta e Palmanova; le città del lavoro, come il villaggio di Crespi d’Adda, le città di fondazione del novecento come Latina e Sabaudia o la variante città giardino di Milano Marittima; Ivrea la città dell’uomo di Adriano Olivetti, oggi riconosciuta dall’Unesco “Città industriale del XX secolo”. Città ideali sognate, immaginate, teorizzate, progettate, costruite, dimenticate o ripensate e rifondate. Ogni epoca ha avuto la sua città ideale, che non era pensata o realizzata solo con mattoni, mappe, edifici e piazze, ma poggiava su fondamenta solide come relazioni, cultura e valori. Oggi condivisibili o meno. Pensiamo a Nowa Huta, città-quartiere simbolo dell’economia socialista a Cracovia, nella quale ha trovato posto prima una croce e poi una chiesa, espressione dei valori ambiti e praticati nella realtà, nonostante la visione prettamente materialista dei progettisti che non l’aveva contemplata nei propri piani.
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