La Fondazione Renata Quattropani nasce nel 2011 a Milano su iniziativa di Giovanna Ferrante, che ne è la Presidente, per ricordare la madre affetta da Leucemia Linfatica Cronica (LCC).

Fondazione Renata Quattropani
TipoETS (Ente del Terzo Settore)
Fondazione2011
ScopoMedical Coaching per i pazienti oncologico-ematologici cronici e i loro familiari
Protagonisti
PresidenteGiovanna Ferrante
Sede
Sede centraleVia Lorenzo Bartolini, 39 Milano
Contatti
Sito webhttp://www.fondazionequattropani.org

Contenuti verificati da Osservatorio Metropolitano di Milano (16/07/2024)

Nei primi 4 anni la Fondazione ha sostenuto la ricerca clinica presso l’IRCCS Ospedale Ca’ Granda Niguarda. Poi, dal 2016, ha iniziato a offrire un servizio gratuito con un approccio unico e innovativo: il Medical Coaching per i pazienti oncologico-ematologici cronici e i loro familiari, servizio affermato negli Stati Uniti e nei Paesi Anglosassoni.

Il Medical Coach, dicono alla Fondazione, non si occupa di aspetti medici o psicologici ma di tutto ciò che ruota attorno alle problematiche generate dalla presenza della malattia, affiancando malati e familiari nella gestione quotidiana della malattia, aiutando ad adottare nuovi comportamenti, incrementare la propria indipendenza, tornare a praticare attività e hobby.

Il percorso gratuito si svolge online con un sistema di videoconferenze: dopo un incontro conoscitivo individuale si svolgono 14 incontri di gruppo per arrivare ad un affiancamento individuale di durata annuale. Dal 2023 la Fondazione ha iniziato all’Ospedale Fatebenefratelli la sperimentazione del Medical Coaching con un gruppo di donne affette da tumore alla mammella.

Nel corso degli anni la Fondazione ha collaborato con gli IRCCS Ospedale Ca’Granda Policlinico di Milano, Istituto Nazionale dei Tumori, San Raffaele di Milano, San Gerardo di Monza, Ospedale Carlo Poma di Mantova, ASST Fatebenefratelli-Sacco e Melegnano Martesana. I Coach che collaborano con la Fondazione sono 9, i pazienti oncoematologici seguiti nel corso degli anni 160 e le donne che partecipano alla sperimentazione da poco iniziata sono 8. La scelta di offrire ai pazienti il supporto del Medical Coach - afferma la Presidente Ferrante - è stata dettata dalla volontà di dare valore all’attenzione rivolta alle emozioni, a quella umanizzazione della cura che ascolta e sostiene il percorso di una quotidianità modificata dalla diagnosi, dalle periodiche visite mediche, dalla terapia.

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