Reti di psicologi per i diritti umani
In questi ultimi anni si è sempre più parlato di Diritti Umani, ma per parlarne con cognizione di causa bisogna davvero capire cosa siano e specificare che sono fondamentali, universali e inalienabili, che si costituiscono fin dalla nascita come dimensioni di tutela riconosciute all’essere umano in quanto tale, senza alcuna forma di discriminazione.
| WikiMilano Magazine | |
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| Primavera 2024 | |
| Direttore | |
| Andrea Jarach | |
| Focus | |
| Welfare ambrosiano | |
| Info | |
| I contenuti del numero di primavera 2024 saranno pubblicati il 28 marzo | |
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Nel 1948, dopo la seconda guerra mondiale, considerato ciò che era accaduto, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (DUDU) che, pur non essendo giuridicamente vincolante, ha gettato le basi etiche e morali affinché si costruissero strumenti legislativi nazionali e internazionali ispirati ai principi in essa contenuti: ad essa si richiamano, infatti, numerose Convenzioni internazionali, nonché le Costituzioni della maggior parte dei Paesi del mondo.
I Diritti umani definiscono, quindi, i principi, i vincoli e le regole di ciò che possiamo considerare fondamentale nei rapporti fra persone, fra Stati e persone, in una società orientata al progresso, al benessere fisico e psicologico alla convivenza civile e alla pace.
La psicologia riveste un ruolo fondamentale nella promozione e nella tutela dei diritti, poiché portatrice di una nuova lettura dei fenomeni sociali, nonché fondamentale nell’intervento e nell’elaborazione dei traumi e nella restituzione di diritti violati, poiché quando vi è una violazione dei diritti le conseguenze sono fisiche, psicologiche e sociali e spesso vengono tramandate per generazioni; questo richiede interventi professionali complessi e competenti per essere affrontati.
Su questi presupposti, durante la Pandemia Covid-19, nasce ReDiPsi – Reti di Psicologi per i Diritti Umani- una realtà composta da psicologi e psicologhe che si occupano del naturale connubio tra psicologia e diritti umani; ReDiPsi è una rete associativa nata per valorizzare, a livello nazionale, la proficua intersezione che esiste -e va sempre più consolidandosi- fra la professione dello psicologo e l’universo dei diritti umani.
Gli psicologi e le psicologhe devono conoscere a fondo e applicare, nelle loro pratiche professionali quotidiane, le convenzioni internazionali e le norme giuridiche che salvaguardano il rispetto, la dignità e l’integrità fisica e morale delle persone, aiutando a creare un dialogo operativo che produca benessere.
Il connubio tra psicologia e diritti umani si configura come il riferimento scientifico, sociale e culturale nazionale per quanto riguarda: i contributi scientifici psicologici in tema di diritti umani; gli standard minimi di competenze della professione dello psicologo declinata in un’ottica di diritti umani; gli scambi, le condivisioni e le collaborazioni della sotto-comunità professionale degli psicologi per i diritti umani; l’impegno sociale e civile della professione dello psicologo per il benessere comune e per la tutela dei diritti dell’umanità tutta; lo studio e la ricerca dell’intersezione fra l’etica psicologica e il dibattito inerente i diritti; i progetti e le declinazioni professionali all’interno delle azioni nazionali e internazionali di promozione e tutela dei diritti.
Nella mia esperienza ho conosciuto tanti colleghi in tanti campi professionali e qualche anno fa mi colpì molto una frase di una di loro, che ritengo abbia ispirato il mio operato: “un bambino sa di avere un diritto solo se lo riconosce negli occhi di un altro bambino”. Questa frase è la rappresentazione perfetta della nostra prospettiva di una psicologia per i diritti: la cura e le competenze risultano fondamentali, così come l’importanza che tutti gli attori che conformano il sistema di protezione conoscano le convenzioni che salvaguardano i diritti.
