A Milano 6.500 agricoltori scendono in piazza contro inganni alimentari e importazioni sleali
Il 28 gennaio a Milano 6.500 coltivatori chiedono stop all’inganno dell’“ultima trasformazione” e più trasparenza per il Made in Italy.
Mercoledì 28 gennaio 2026, 6.500 agricoltori arriveranno a Milano per una mobilitazione nazionale organizzata da Coldiretti. L’obiettivo è denunciare la regola dell’origine basata sul codice doganale, che permette di etichettare come italiani prodotti che in realtà provengono da importazioni estere. Al centro della protesta anche la richiesta di fermare le importazioni sleali, cioè alimenti che non rispettano le stesse regole di sicurezza e controlli imposte alle aziende agricole italiane ed europee.
Una battaglia per trasparenza e tutela dei consumatori
L’iniziativa punta a tutelare reddito delle imprese agricole e salute dei cittadini, minacciati dall’assenza di controlli efficaci sui prodotti che arrivano sulle tavole italiane. L’incontro con la stampa si terrà alle 9:30 al Superstudio Maxi di via Moncucco, nella zona Navigli Sant’Ambrogio, alla presenza dei vertici di Coldiretti: Ettore Prandini, presidente nazionale, Vincenzo Gesmundo, segretario generale, e Gianfranco Comincioli, presidente Coldiretti Lombardia
La mostra “Le minacce al Made in Italy a tavola”
Per sensibilizzare il pubblico, sarà allestita la mostra “Le minacce al Made in Italy a tavola”, con il Frigo della Verità: un’installazione che permetterà alle famiglie di scoprire gli inganni nascosti nel carrello della spesa, i rischi per la salute e le conquiste ottenute da Coldiretti sul fronte della trasparenza.
Tavolo riservato con gli agricoltori e prossima tappa
Dopo l’incontro con i media, i soci Coldiretti parteciperanno a una riunione a porte chiuse per discutere dei principali dossier aperti con i vertici dell’organizzazione. La mobilitazione proseguirà giovedì 29 gennaio a Padova, rafforzando la pressione sul tema delle importazioni sleali e della protezione del Made in Italy.