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Cesano Boscone, una panchina viola contro lo stigma dell'Alzheimer nei Giardini della Costituzione

L'installazione è stata collocata lungo il percorso che gli ospiti dell'Istituto Sacra Famiglia attraversano ogni giorno. Nella chiesa dell'Istituto resta aperta fino al 22 settembre la mostra "Non Dimenticarti".

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Nei Giardini della Costituzione di Cesano Boscone, lungo il tratto che collega il Municipio all'Istituto Sacra Famiglia, è stata inaugurata venerdì una panchina viola. Il colore identifica in tutto il mondo le campagne di sensibilizzazione sull'Alzheimer e sulle malattie neurodegenerative. La collocazione non è casuale: si tratta di un percorso che gli ospiti dell'Istituto attraversano quotidianamente. L'iniziativa, presentata da Nicola Pignataro, rientra nel programma della Festa patronale e segue di un giorno l'apertura della mostra fotografica "Non Dimenticarti. La cura dell'Alzheimer e l'esperienza di Sacra Famiglia", allestita nella chiesa dell'Istituto e visitabile fino al 22 settembre.


Pozza: "La solitudine delle famiglie è un problema reale"


Il sindaco Marco Pozza ha inquadrato l'installazione come un atto di comunità più che di arredo urbano. "Attraverso i simboli e gli atti concreti si riesce a trasmettere la propria vicinanza e ad arrivare a quel senso di comunità di cui abbiamo sempre più bisogno", ha dichiarato. "La panchina viola aiuterà a superare lo stigma che purtroppo ancora esiste: la solitudine degli anziani e delle famiglie è un problema reale, e ognuno di noi che passerà di qui ha la responsabilità di far circolare messaggi di vicinanza e sostegno".


Il rischio burnout per i caregiver


L'assessora al Welfare Ilaria Ravasi ha spostato l'attenzione su un aspetto che resta spesso in ombra: il carico assistenziale che ricade sui familiari. "Insieme alla perdita di memoria c'è una forte e progressiva perdita di autonomia, e i familiari rischiano un vero e proprio burnout", ha sottolineato. "Promuovere la diagnosi precoce e abbattere lo stigma significa stimolare le persone ad avvicinarsi tempestivamente ai percorsi di supporto per contenere il decadimento e far sentire le famiglie meno sole".


Il sommerso: nove malati su dieci restano a casa


Il dato più significativo della mattinata è arrivato da Ilaria Engaddi, geriatra e direttrice del distretto corsichese di Asst Rhodense. "Il 90% delle persone con demenza vive a casa propria e c'è ancora un sommerso che non conosce i servizi disponibili", ha evidenziato. "Dobbiamo superare lo stigma partendo dalle parole, ricordando che la perdita di memoria non è mai un fatto fisiologico dell'età". La geriatra ha indicato anche il canale operativo a cui rivolgersi: "Presso la Casa di Comunità, il Punto Unico di Accesso è a disposizione con assistenti sociali e infermieri per orientare verso i percorsi di cura e assistenza più idonei".


Nidi e centro diurno: il progetto che unisce due generazioni


Sul fronte dei servizi è intervenuta Chiara Valentini, responsabile dei Servizi per anziani della Fondazione Sacra Famiglia, che ha ricordato l'articolazione delle attività: interventi domiciliari, strutture residenziali e Centro diurno integrato.  "Abbattere lo stigma è un lavoro culturale che parte dai più piccoli: abbiamo avviato un progetto con gli asili nido comunali i cui bambini incontrano ogni mese i nonni del centro diurno, costruendo un ponte tra generazioni".



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