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Fine vita, oltre 17mila firme al Pirellone per "Liberi Subito", la proposta di legge sul suicidio assistito

Il deposito arriva a pochi giorni dalla morte di Domenico Zuccarella, primo caso in Italia gestito interamente da un servizio sanitario regionale. Le sottoscrizioni sono state dedicate alla memoria di Emma Bonino.

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Più di 17.000 firme sono state consegnate alla sede del Consiglio regionale della Lombardia a sostegno di "Liberi Subito", la proposta di legge di iniziativa popolare sul suicidio medicalmente assistito promossa dall'Associazione Luca Coscioni. Al deposito hanno partecipato attivisti, consiglieri comunali e regionali che hanno preso parte alla campagna di raccolta. Il testo è già stato approvato in quattro Regioni: Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto.


Il nuovo tentativo dopo la bocciatura del 2024


Non è il primo tentativo. Nel gennaio 2024 erano già state depositate 8.181 sottoscrizioni per la stessa iniziativa. Nel novembre successivo, però, l'aula aveva fermato il percorso approvando una questione pregiudiziale di costituzionalità: secondo quella impostazione la materia apparteneva alla competenza esclusiva dello Stato.


Il quadro giuridico è cambiato. Una sentenza della Corte costituzionale ha successivamente riconosciuto che le Regioni possono intervenire legittimamente sulla disciplina delle procedure, rimuovendo l'ostacolo che aveva bloccato la proposta due anni fa. Le firme raccolte in questa seconda tornata sono più del doppio rispetto alla prima.


Il caso Zuccarella 


Il deposito segue di pochi giorni la morte di Domenico Zuccarella, quarto caso di suicidio assistito in Lombardia ma il primo gestito direttamente dal servizio sanitario regionale, circostanza che non si era mai verificata in Italia.


Cappato: "Non basta un assessore sensibile"


Il tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni Marco Cappato ha riconosciuto il ruolo della giunta regionale nel rendere praticabile quel percorso, ma ha spiegato perché una legge resti necessaria. "Guido Bertolaso e la giunta lombarda hanno dimostrato grande sensibilità nell'emanare delle linee guida perché questo diritto non fosse calpestato dall'ostruzionismo delle strutture sanitarie", ha affermato davanti al Pirellone.


"Oggi siamo qui perché nel modo più trasversale possibile bisogna stabilire delle regole che siano durature, stabili, che non dipendano dal fatto che in quel momento c'è un assessore sensibile o una giunta aperta, ma che siano regole stabilite in modo democratico dai consiglieri regionali. E se qualcuno le vorrà cancellare se ne dovrà prendere la responsabilità". Il ragionamento si estende anche a chi quelle procedure deve applicarle: "Trasformiamo le direttive che già esistono in regole stabilite che siano garanzie future per chi soffre ma anche per il personale sanitario, perché non si debba improvvisare in un compito così delicato".


La dedica a Emma Bonino


Le firme sono state dedicate alla memoria di Emma Bonino. Cappato ha ricostruito il filo che lega la sua storia politica a questa campagna: "Un grazie alla memoria di Emma Bonino perché lei ha creduto dall'inizio a questa campagna. Il suo impegno in politica è nato dal suo corpo, dal dramma che ha vissuto rifiutando di considerare l'aborto un crimine, così ha trasformato una battaglia in un diritto per tutti".


"Avendo poi provato in questi anni la malattia questo le ha consentito di vivere anche sul suo corpo questa battaglia del fine vita, e la ringraziamo onorando la sua memoria non come un ricordo del passato ma con azioni che riguardano il futuro".


Il filo che parte da Giambellino


Alla consegna era presente anche Valeria Imbrogno, compagna di Fabiano Antoniani, dalla cui morte in Svizzera è scaturito il procedimento che ha portato alla sentenza della Consulta oggi vigente. "Si dice che manca una legge ma c'è una sentenza della Consulta che ha forza di legge, e il processo che ha portato a questo è partito dal quartiere Giambellino di Milano", ha ricordato Cappato.


"Se Fabo fosse qua ringrazierebbe tutti perché voleva creare questo", ha detto Imbrogno. "Grazie a nome suo e a nome mio, ormai siamo tutti pronti con le coscienze".


La mappa delle Regioni


La coordinatrice della campagna Cristina Zeroli ha sottolineato "una grande trasversalità" nella raccolta e ha indicato l'attesa: "Adesso ci aspettiamo che la Regione discuta questa proposta di legge e che sia la quinta ad introdurre una legge". Oltre alle quattro Regioni che hanno già approvato il testo, la discussione è in corso in Trentino-Alto Adige, nelle Province autonome di Trento e Bolzano e in Umbria. La proposta è stata depositata e attende l'avvio dell'iter in Liguria, Campania, Molise, Marche, Sicilia e Puglia. Il deposito è invece imminente in Piemonte, previsto per il 22 settembre, nel Lazio il 1° ottobre e in Calabria entro la fine del mese successivo.



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