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A Milano torna "ProteggiMI": la ciclabile umana contro la sosta selvaggia

Ottava edizione del flash mob di Città delle persone, nel giorno del Bike to work e della Settimana europea della mobilità. Il ricordo di Luigi Donato, 76 anni, travolto in via Antonini da una moto.

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Venerdì mattina 18 settembre a Milano decine di ciclisti e pedoni si dispongono lungo il tracciato di una pista ciclabile e la delimitano con i propri corpi e le proprie biciclette, ricostruendo con una presenza fisica quella protezione che la vernice sull'asfalto non garantisce. Nessuna carreggiata occupata, nessun traffico bloccato: l'ottava edizione del flash mob "ProteggiMI" si limita a rendere visibile una corsia che, nei fatti, viene quotidianamente usata come area di sosta.


L'edizione di quest'anno assume un peso diverso. Nella giornata di giovedì 17 settembre il 76enne Luigi Donato è stato investito da una moto mentre attraversava sulle strisce pedonali ed è morto. È accaduto in via Antonini, nel Municipio 5, un asse largo diciannove metri. Proprio quell'ampiezza, secondo i promotori, funziona da invito implicito a superare il limite dei 50 chilometri orari e lascia esposti gli utenti più fragili della strada.


Perché la sosta abusiva è un tema di sicurezza


Lo slogan che accompagna l'iniziativa, "questa ciclabile non è un parcheggio", riassume una questione che i promotori considerano strutturale. Un veicolo fermo sulla corsia riservata costringe chi pedala a rientrare nel flusso delle auto, nel punto e nel momento meno prevedibili per chi arriva da dietro. La rivendicazione riguarda quindi il diritto a spostamenti sicuri per chi sceglie di muoversi a piedi o su due ruote, e il rispetto reciproco fra tutte le forme di mobilità.


L'invito ai candidati sindaco


Gli organizzatori hanno esteso l'invito a chi corre per Palazzo Marino. La richiesta è duplice: osservare di persona in che condizioni si attraversa e si pedala in città, e chiarire quale spazio occuperà la sicurezza stradale nei rispettivi programmi elettorali. Un passaggio che sposta il flash mob dal terreno simbolico a quello dell'agenda politica, a pochi mesi dal voto.


Chi c'è dietro Città delle persone


L'appuntamento rientra nel calendario della Giornata del Bike to work e della Settimana europea della mobilità, e porta la firma di Città delle persone, campagna che raccoglie oltre duecento associazioni e settemila cittadini milanesi. Dal 2021 la rete ha promosso decine di iniziative su tre fronti: una distribuzione più equa dello spazio pubblico a favore della socialità, una mobilità più sicura ed efficiente, aria più respirabile. Molte di quelle piazze avevano una parola d'ordine sola, "basta morti in strada", che quest'anno torna con un nome e un'età precisi.


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