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Rsa, la Regione taglia i costi di trasporto per le famiglie: un milione di euro per potenziare telemedicina e visite nelle strutture

La delibera proposta dall'assessore al Welfare punta prima di tutto a evitare gli spostamenti, potenziando telemedicina e presenza degli specialisti in struttura. Regia affidata ad Ats e Areu.

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La Giunta di Regione Lombardia ha approvato un provvedimento che ridefinisce la presa in carico sanitaria e l'eventuale trasporto non urgente delle persone ospitate nelle strutture residenziali sociosanitarie. Riguarda Rsa, Rsd e Comunità sociosanitarie, e mira a ridurre gli oneri economici che oggi ricadono sulle famiglie. Per il 2026 è previsto un tetto di spesa di un milione di euro, già disponibile nei bilanci delle Ats attraverso risorse extra fondo derivanti da entrate proprie. La Regione precisa che il provvedimento non genera oneri aggiuntivi per il bilancio regionale.


"Abbiamo colto anche l'occasione di una situazione emersa nei giorni scorsi e che ha avuto un impatto mediatico per verificare una criticità e intervenire rapidamente", ha spiegato l'assessore al Welfare Guido Bertolaso, che ha proposto la delibera. "Quando emergono inefficienze, Regione Lombardia deve assumere il proprio ruolo di cabina di regia e intervenire per risolverle".


Il caso specifico riguardava un ospite in condizioni di grave fragilità costretto a raggiungere un presidio sanitario per controlli periodici, sostenendo spese rilevanti per il trasporto. "Una situazione che abbiamo ritenuto non corretta e sulla quale abbiamo deciso di intervenire", ha aggiunto l'assessore, osservando che la vicenda ha fatto emergere come le prassi organizzative varino sensibilmente da un territorio all'altro.


Prima regola: evitare lo spostamento


La logica del nuovo modello ribalta l'impostazione corrente. Prima di organizzare un trasferimento, si valuta se la prestazione possa essere erogata dove la persona già si trova. Per questo verranno potenziati telemedicina e telemonitoraggio, con il confronto a distanza tra il personale della struttura e gli specialisti. Dove risulti appropriato, sarà possibile prevedere la presenza fisica dello specialista nella residenza, attraverso accordi con l'Asst di riferimento. "Se una prestazione può essere gestita a distanza, è molto meglio portare la risposta sanitaria nella struttura piuttosto che costringere una persona fragile a spostarsi", ha sintetizzato Bertolaso.


Quando il trasferimento è inevitabile


Nei casi in cui l'esame o la visita richiedano necessariamente un presidio esterno, si potrà ricorrere alle convenzioni per i trasporti sanitari semplici già attive presso le Asst. Il provvedimento prevede inoltre la definizione dei requisiti di accesso al servizio. È contemplata anche la possibilità di risposte domiciliari in situazioni particolari, sempre subordinate alla valutazione del bisogno e dell'appropriatezza.


Il ruolo delle Centrali operative territoriali


Le modalità attuative dovranno essere definite entro quindici giorni dall'approvazione. Nel frattempo Rsa, Rsd e Css si rivolgeranno direttamente all'Asst competente, che attraverso la Centrale operativa territoriale valuterà il bisogno e individuerà la risposta più adeguata, ricorrendo se necessario alle convenzioni esistenti. Il coordinamento dell'attuazione spetta ad Ats e Areu, che si raccorderanno con la Direzione generale Welfare e avranno anche il compito di segnalare eventuali ulteriori criticità.


"Non deve essere il cittadino ad affrontare una via crucis"


La chiusura dell'assessore individua i destinatari dell'intervento. "L'intenzione è intervenire soprattutto a favore delle persone più fragili, che vivono nelle strutture residenziali e che possono avere maggiori difficoltà a sostenere autonomamente i costi e l'organizzazione degli spostamenti. E dobbiamo essere in grado di valutare anche le situazioni particolari che richiedono una risposta diversa. La sanità deve andare verso il cittadino, non deve essere il cittadino, soprattutto quando è fragile, a dover affrontare una 'via crucis' per ottenere una prestazione di cui ha bisogno".



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