Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

A Milano accolti 103 rifugiati da Gaza ed effettuati oltre 12mila accessi al Welcome Center nel 2025

Dal 2024 ad oggi sono 103 i cittadini palestinesi arrivati nel capoluogo lombardo dopo essere fuggiti dalla Striscia di Gaza

Di

Milano si conferma una delle città italiane più attive sul fronte dell’accoglienza e dell’inclusione. Dal 2024 ad oggi sono 103 i cittadini palestinesi arrivati nel capoluogo lombardo dopo essere fuggiti dalla Striscia di Gaza, molti dei quali trasferiti attraverso corridoi sanitari a causa di condizioni di salute gravi o ferite riportate durante i bombardamenti.

Si tratta di 26 famiglie, composte da adulti e numerosi minori, che hanno trovato nella rete cittadina un primo punto di riferimento per avviare percorsi di cura, regolarizzazione e integrazione sociale. Alcuni di loro, purtroppo, non sono sopravvissuti alle conseguenze delle condizioni sanitarie già compromesse al momento dell’arrivo.

Il ruolo centrale del Milano Welcome Center

Al centro di questo sistema si colloca il Milano Welcome Center, struttura pensata come porta d’accesso unica ai servizi dedicati a migranti e rifugiati. Qui le persone appena arrivate ricevono supporto immediato, dall’orientamento legale alla consulenza sociale, fino all’accompagnamento nei percorsi di inserimento lavorativo e linguistico.

Nel corso del 2025 il centro ha registrato oltre 12mila accessi fisici, con una quota significativa di utenti al primo contatto con i servizi cittadini. Ogni mese più di mille persone hanno trovato supporto, segno di una domanda crescente e di un sistema capace di intercettare bisogni complessi.

Servizi e inclusione: una rete integrata

Tra le richieste più frequenti emergono il primo orientamento, le pratiche per il ricongiungimento familiare, l’assistenza legale e l’accesso ai corsi di lingua italiana. Il centro offre inoltre consulenze su formazione, riconoscimento dei titoli di studio e opportunità lavorative, contribuendo a costruire percorsi di autonomia.

Il modello milanese si basa su una collaborazione stretta tra istituzioni e Terzo settore, con il coinvolgimento di realtà specializzate che operano insieme al Comune per garantire un’assistenza capillare e personalizzata. Fondamentale anche il ruolo dei mediatori linguistici e culturali, che facilitano il dialogo e la comprensione reciproca.

Investimenti e prospettive future

A sostenere questo modello contribuiscono anche risorse nazionali, con nuovi finanziamenti destinati a rafforzare i servizi nei prossimi anni. L’obiettivo è consolidare un sistema sempre più inclusivo, capace di accompagnare le persone nel lungo periodo e favorire una reale partecipazione alla vita sociale ed economica della città.

Condividi questo articolo

Altre notizie