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A Milano cresce il contenzioso urbanistico: circa 70 ricorsi al Tar per nuove interpretazioni comunali

Il Comune di Milano adotta linee guida più restrittive sull’edilizia, tra dinieghi e circa 70 ricorsi al Tar; la vicesindaca Scavuzzo rassicura sul dialogo con cittadini e operatori.

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A Milano si registra un incremento dei ricorsi legati all’urbanistica dopo l’adozione da parte del Comune di interpretazioni più restrittive delle norme edilizie. Secondo Antonello Mandarano, direttore dell’avvocatura comunale, attualmente sono circa settanta i contenziosi pendenti davanti al Tar, tutti in attesa di decisione. Il cambiamento delle prassi segue le indagini giudiziarie su presunti abusi edilizi e comporta dinieghi e verifiche più rigorose per nuovi interventi.

Linee guida più stringenti per gli edifici nuovi

Dal 2024 il Comune ha aggiornato le proprie procedure: per interventi superiori ai 25 metri di altezza o per edifici che presentano modifiche significative rispetto alla struttura originale, è richiesto un piano attuativo specifico. Mandarano sottolinea che le nuove regole consentono di garantire la conformità dei titoli edilizi ai principi stabiliti dalla Procura, riducendo i rischi penali per i progetti futuri.

La questione degli edifici già realizzati

Resta però il nodo degli edifici costruiti secondo le precedenti interpretazioni, la cui legittimità è oggi messa in discussione dalle inchieste. Questi immobili, pur essendo validi dal punto di vista amministrativo, potrebbero essere soggetti a eventuali provvedimenti di confisca o demolizione qualora sentenze future li dichiarassero abusivi. Tuttavia, una sentenza della Corte costituzionale del 2021 prevede la possibilità di regolarizzare la situazione anche in ritardo, evitando misure drastiche.

Dialogo e gestione del contenzioso

La vicesindaca e assessora all’Urbanistica, Anna Scavuzzo, ha evidenziato l’impegno dell’amministrazione a mantenere un dialogo attivo con cittadini, operatori, comitati e ordini professionali. “Quanto avvenuto non si può risolvere con una procedura unica – ha spiegato –. L’urbanistica non è ferma, stiamo lavorando per gestire le nuove regole in modo equilibrato e trasparente”.

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