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A Milano il convegno “Lavoro, Dignità, Futuro”: istituzioni e imprese a confronto sull’inclusione lavorativa

A Milano istituzioni, aziende e terzo settore discutono di inclusione lavorativa come leva di dignità e coesione sociale.

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Il lavoro come strumento di integrazione sociale e sviluppo sostenibile è stato il cuore del convegno “Lavoro, Dignità, Futuro – Dal disagio all’opportunità”, promosso da GMaC – Give Me a Chance presso la sede della Fondazione Deloitte a Milano. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e del terzo settore per discutere come il lavoro possa contrastare fragilità sociali e generare valore condiviso.

Un confronto tra pubblico e privato

Moderato dal giornalista Roberto Rasia dal Polo, il convegno ha visto interventi di alto livello, con Guido Borsani, Presidente della Fondazione Deloitte, Alvisi Biffi, Presidente di Assolombarda, Maurizio Lupi, Presidente di Fondazione Costruiamo il Futuro, e Cinzia Donalisio, Presidente di GMaC. Il dibattito si è articolato in due panel: il primo ha approfondito la responsabilità sistemica e la governance pubblico-privato, il secondo ha analizzato pratiche aziendali e modelli organizzativi in grado di rendere sostenibile l’inclusione lavorativa nel tempo.

Il lavoro come leva di inclusione sociale

“Il lavoro non è solo un contratto o una posizione professionale: è riconoscimento, appartenenza, possibilità di futuro. Quando una persona resta esclusa dal mercato del lavoro, è una responsabilità collettiva,” ha dichiarato Cinzia Donalisio. L’accompagnamento, il tutoring e il sostegno ai percorsi individuali sono stati indicati come strumenti fondamentali per garantire una reale reintegrazione sociale.

Guido Borsani ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato per affrontare le sfide dell’inclusione: “La Fondazione Deloitte lavora da anni con associazioni, enti di formazione e università per dotare i giovani delle competenze necessarie a inserirsi nel mondo del lavoro. Solo con alleanze stabili possiamo costruire percorsi di dignità e opportunità concreta.”

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