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Edilizia a Milano, il Collegio dei Geometri chiede norme applicabili sulla variante al Pgt e tempi certi dagli uffici comunali

Il Collegio della Provincia interviene sulla proposta presentata da Anna Scavuzzo al Forum Rigenerazione Urbana e pone la questione dei tempi degli uffici comunali

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Non entrare nelle scelte politiche, ma verificare che gli strumenti scelti siano in grado di funzionare. È la posizione con cui il Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Milano interviene sulla proposta di variante parziale al Piano di Governo del Territorio presentata dalla vicesindaca con delega alla Rigenerazione Urbana Anna Scavuzzo in occasione del Forum Rigenerazione Urbana. La categoria chiede disposizioni chiare, coerenti e applicabili, in grado di tutelare cittadini e committenti e di permettere ai tecnici di fornire risposte certe a chi si affida alla loro competenza.


“Allo stato attuale si possono formulare solo osservazioni preliminari”


Il Collegio segnala un limite di metodo. La documentazione finora disponibile, spiegano i geometri, consente valutazioni soltanto provvisorie: la sintesi delle modifiche proposte aiuta a comprenderne le finalità, ma non permette di verificarne la portata effettiva, il coordinamento interno e le conseguenze sulle diverse tipologie di intervento.


Cremoli: “Chi si rivolge a un tecnico deve sapere subito cosa è possibile”


Per il presidente Cristiano Cremoli la chiarezza normativa è una questione di tutela, non di forma. Chi si presenta in uno studio tecnico, osserva, deve poter conoscere fin dalle prime valutazioni quali interventi siano ammessi, quali vincoli vadano rispettati e quale iter amministrativo seguire. Servono quindi definizioni precise, disposizioni coerenti tra loro e una disciplina transitoria comprensibile anche per le pratiche già avviate, condizione perché i professionisti possano assumersi pienamente le proprie responsabilità.


Il nodo degli uffici: tempi attendibili e indicazioni uniformi


Un passaggio dell’intervento riguarda l’apparato amministrativo. L’efficacia della revisione, secondo il Collegio, dipenderà dalla capacità degli uffici comunali di assicurare risposte rapide, interpretazioni applicative omogenee e tempi procedurali prevedibili. Le nuove disposizioni dovranno quindi essere accompagnate da un’organizzazione adeguata, risorse sufficienti e responsabilità definite con precisione.


Le ricadute sull’intera filiera edilizia


Le criticità segnalate non riguardano soltanto i tecnici. Il Collegio richiama le conseguenze che si estendono a cittadini, condomìni, imprese e operatori economici, incidendo sulla programmazione degli interventi, sui costi e sulla prevedibilità delle scadenze.


Le riflessioni presentate durante l’incontro sono state elaborate insieme agli altri Ordini professionali, e su quella base il Collegio conferma la disponibilità a un percorso di confronto tecnico con l’Amministrazione. La convinzione espressa è che le decisioni normative assunte oggi determineranno la qualità urbana e il margine di trasformazione della Milano dei prossimi anni.


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