Luce staccata nel campo base della metrotranvia Milano-Seregno, operai senza alloggio: i sindacati proclamano lo stato di agitazione
Il 13 ottobre la fornitura elettrica interrotta a Paderno Dugnano per bollette non pagate. I lavori fermi al 7,7% a fronte del 90% previsto dal cronoprogramma
Lunedì 13 ottobre la fornitura di energia elettrica al campo base di Paderno Dugnano è stata interrotta per il mancato pagamento ai fornitori. Il sito è stato chiuso e le maestranze, in larga parte trasfertisti che vivono lontano dalle proprie abitazioni, si sono trovate davanti a due sole possibilità: rientrare a casa oppure cercare una sistemazione alberghiera anticipando ancora una volta le spese.
I numeri restituiscono la dimensione dello stallo. Secondo la relazione annuale di MM S.p.A., al 31 dicembre 2025 l’avanzamento dei lavori si attestava al 7,7%, mentre il cronoprogramma ne prevedeva il 90%. Da quella data il cantiere non ha registrato progressi, e i dipendenti restano formalmente a disposizione senza poter esercitare la propria attività.
Alloggi sotto sfratto e condizioni igieniche degradate
Alla paralisi produttiva si sommano le condizioni abitative. I sindacati denunciano l’assenza di pulizia negli alloggi e nei servizi essenziali, con situazioni igienico-sanitarie descritte come degradanti. Alcuni lavoratori hanno dovuto abbandonare gli appartamenti assegnati perché i canoni di locazione non venivano versati, circostanza che ha esposto quegli immobili a procedure di sfratto. Permangono inoltre i ritardi su retribuzioni, rimborsi e versamenti alla Cassa Edile.
L’accusa alla CMC: “Dirigenza irreperibile”
FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil di Milano e Monza Brianza attribuiscono la responsabilità al collasso gestionale di CMC Ravenna Spa, sostenendo che l’azienda stia trasferendo sui dipendenti il peso della propria inefficienza. Il mancato pagamento al fornitore ha determinato il distacco della corrente, e ora si pretenderebbe che siano gli operai ad anticipare le spese dell’emergenza. La dirigenza, affermano le tre sigle, risulta irreperibile e non ha dato riscontro alle richieste di confronto avanzate ripetutamente.
Le richieste e lo stato di agitazione
Le organizzazioni chiedono garanzie scritte su quattro punti: la ripartenza dei lavori, il ripristino dell’agibilità dei campi base, il saldo delle retribuzioni arretrate e il rimborso immediato delle somme anticipate dai lavoratori. Un appello è rivolto anche alla stazione appaltante e alle istituzioni perché intervengano. Nel frattempo i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione, annunciando la disponibilità a ricorrere a ulteriori forme di mobilitazione.