A Milano la sfida dei futuri mediatori: 60 studenti in gara per la Competizione Italiana di Mediazione
Tre giornate, tre atenei e sessanta aspiranti mediatori pronti a misurarsi sul campo. Prende il via la quattordicesima edizione della Competizione Italiana di Mediazione (CIM), il torneo che riunisce studenti universitari provenienti da tutta Italia per contendersi il titolo di miglior squadra nella risoluzione delle controversie. In gara dodici formazioni, in rappresentanza di dieci università, […]
Tre giornate, tre atenei e sessanta aspiranti mediatori pronti a misurarsi sul campo. Prende il via la quattordicesima edizione della Competizione Italiana di Mediazione (CIM), il torneo che riunisce studenti universitari provenienti da tutta Italia per contendersi il titolo di miglior squadra nella risoluzione delle controversie. In gara dodici formazioni, in rappresentanza di dieci università, chiamate a confrontarsi su tre diversi scenari di conflitto.
L’iniziativa è promossa dalla Camera Arbitrale di Milano in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, i tre atenei del capoluogo lombardo che accolgono le diverse fasi dell’evento. Alla manifestazione partecipano anche l’Università degli Studi di Bergamo, l’Alma Mater Studiorum di Bologna, l’Università di Torino, l’Università di Ferrara, l’Università di Perugia, la Luiss Guido Carli e l’Università di Catania.
Il calendario delle tre giornate
L’apertura è fissata per giovedì 9 luglio, dalle 16 alle 18, con il convegno inaugurale nella sede dell’Università Statale in via Festa del Perdono. La giornata clou è quella di venerdì 10 luglio, quando all’Università Cattolica di largo Gemelli si svolgono le prove degli studenti, articolate nelle simulazioni delle udienze di mediazione. Il sipario cala sabato 11 luglio, con la proclamazione dei vincitori a partire dalle 11 nella sede della Bicocca, in piazza dell’Ateneo Nuovo.
Come funziona la gara
Ogni università può schierare una o due squadre, formate da un minimo di due a un massimo di sei studenti, iscritti a corsi di laurea di primo o secondo livello. Davanti a una giuria composta da mediatori professionisti, i concorrenti si dividono i ruoli: alcuni interpretano l’avvocato difensore, altri la parte coinvolta nella disputa. Simulando una vera controversia, le squadre mettono alla prova le tecniche di negoziazione apprese nei percorsi accademici, mentre i voti dei valutatori compongono progressivamente la classifica che decreterà i campioni.
Dai comproprietari agli influencer, i casi in gara
Gli scenari proposti quest’anno spaziano tra ambiti molto diversi tra loro. Il primo caso mette di fronte due comproprietari di un appartamento in disaccordo sulla vendita dell’immobile. Il secondo ruota attorno allo scontro tra due influencer sulla gestione del proprio futuro professionale, tema quanto mai attuale. Il terzo, infine, riguarda il contenzioso tra il presidente di una piccola società sportiva e il suo sponsor principale.
Le competenze che decidono la vittoria
A spuntarla non sarà semplicemente chi conosce meglio le norme. Il riconoscimento va infatti alla squadra capace di combinare lavoro di gruppo, comunicazione efficace e solide capacità negoziali. Un’impostazione ribadita da Stefano Azzali, direttore generale della Camera Arbitrale di Milano, secondo cui la competizione mira a radicare fin dai banchi universitari la cultura della mediazione come strumento alternativo di risoluzione delle liti. Chi opera in questo campo, osserva Azzali, deve affiancare alla preparazione giuridica doti di ascolto, comunicazione e negoziazione, perché “la mediazione, se fatta bene, fa bene alla giustizia, all’economia e alla società”.