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Premiati i vincitori di “Mi voglio sicurə”, il progetto che ha portato la sicurezza stradale in 35 scuole milanesi

Due anni scolastici, 3.600 ragazzi coinvolti e 40mila ore di formazione per il programma nato dal partenariato tra Città metropolitana e Safety21. Primo posto a una campagna contro lo smartphone al volante

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Insegnare la sicurezza stradale a chi sta per prendere la patente, e chiedergli di progettare lui stesso le soluzioni. È la formula di “Mi voglio sicurə”, il percorso educativo che in due anni scolastici ha attraversato 35 scuole superiori della Città metropolitana di Milano coinvolgendo oltre 3.600 studenti, e che giovedì 15 ottobre si è chiuso nella Sala Consiglio dell’ente con la premiazione dei “Road Safety Student Awards 2026”. Sei i progetti arrivati in finale, elaborati dai ragazzi al termine di circa 40mila ore complessive di formazione.


L’iniziativa fa parte del Progetto Sicurezza Milano Metropolitana, il partenariato pubblico-privato attivo dal 2019 tra Città metropolitana di Milano e Safety21 per ridurre l’incidentalità e contrastare degrado e inquinamento nell’area. “Mi voglio sicurə” ne rappresenta il braccio formativo: nato nel 2024 dalla collaborazione con l’associazione Lorenzo Guarnieri Onlus, si rivolge agli studenti degli ultimi tre anni delle scuole secondarie di secondo grado e combina moduli digitali, incontri in presenza con esperti e una fase finale di lavoro progettuale.


Il bilancio di due anni scolastici


Il bilancio complessivo conta 35 istituti coinvolti, 11 incontri in presenza e 1.439 iscritti ai percorsi di Formazione Scuola Lavoro online, per un totale di circa 40mila ore di didattica. Il dato su cui l’ente insiste di più riguarda il gradimento: il 95% dei partecipanti ha dichiarato che consiglierebbe l’esperienza ai propri coetanei.


Il metodo: cinque pilastri e risultati misurabili


Le proposte in gara non sono esercitazioni teoriche. Gli studenti hanno lavorato seguendo i cinque pilastri del modello Safe System, lo standard internazionale che articola la materia in infrastrutture sicure, gestione della velocità, veicoli sicuri, utenti sicuri e risposta post-scontro. A ciascun gruppo è stato chiesto di sviluppare un intervento capace di produrre un effetto verificabile sul territorio metropolitano, scegliendo tra soluzioni comunicative, tecnologiche e organizzative.


Il lavoro vincitore: “Non rispondere alla Morte”


A imporsi è stata una campagna di shock advertising ideata da Tommaso Pacielli, diplomatosi lo scorso giugno all’I.I.S. Carlo Emilio Gadda di Paderno Dugnano. Il progetto affronta la distrazione da smartphone, prima causa di sinistri tra i giovani guidatori, e ne individua la radice in una percezione alterata del rischio e nella convinzione illusoria di mantenere il controllo del veicolo mentre si legge una notifica. Il titolo gioca sul doppio significato del verbo: il gesto automatico di rispondere a un messaggio diventa l’accettazione inconsapevole di un esito fatale.


Gli altri cinque progetti in finale


Accanto al lavoro vincitore l’edizione 2026 ha portato in Sala Consiglio “HEART” dell’I.I.S. Marie Curie-Piero Sraffa di Milano, “Smart cross Milano” del Liceo scientifico Leonardo Da Vinci, “Milano Safe Cross” e “AI Traffic Milan”, entrambi del Liceo classico e coreutico Tito Livio, e “Mi Voglio Sicura” del Liceo scientifico e linguistico Guglielmo Marconi. Agli autori delle proposte migliori sono andati premi sotto forma di dispositivi di protezione individuale, scelta che richiama il legame tra il percorso formativo e i comportamenti quotidiani sulla strada.


Caputo: “Continuare a investire sulle nuove generazioni”


Il riconoscimento è stato consegnato da Daniela Caputo, consigliera delegata alla Mobilità, Metrotranvie e Coordinamento Fondi Europei di Città metropolitana, insieme a Roberto Campisi, presidente di Safety21. Caputo ha richiamato gli incontri avuti in questi anni con migliaia di studenti dei 133 Comuni dell’area, descrivendo attenzione e maturità nel confronto con il tema, e ha indicato nelle nuove generazioni il motore di una cultura della responsabilità collettiva capace di salvare vite.


Strade, trasporto pubblico, e sicurezza


La giornata è stata aperta da Alessandra Tadini, direttrice dell’Area Infrastrutture e responsabile unico di progetto. Accanto alla formazione, ha spiegato, Città metropolitana mantiene un impegno economico consistente sulla realizzazione di viabilità moderna e sicura e lavora in parallelo per incentivare l’uso dei mezzi pubblici: soltanto l’integrazione tra strade più sicure e trasporto collettivo efficiente, secondo Tadini, rende possibile una mobilità sostenibile e accessibile a tutti.


Il confronto della mattinata, moderato dal direttore di CityNext Alberto Bruzzone, ha riunito istituzioni, imprese e mondo associativo. Gianluca Longo, ceo del Gruppo Safety21, si è rivolto direttamente agli studenti: la strada appartiene a tutti, la gestisce un ente pubblico e le regole le scrive lo Stato, ma la sicurezza nessuno può garantirla da solo. Da qui l’invito a posare il telefono e concedersi un secondo in più di attenzione, gesto che a suo giudizio pesa più di qualsiasi dispositivo installabile.


Sono intervenuti anche Mauro Maccarini, direttore del Settore Sicurezza metropolitana, Stefano Guarnieri, vicepresidente dell’associazione Lorenzo Guarnieri Onlus, e la senatrice ed ex atleta paralimpica Giusy Versace. Maccarini ha chiuso sul rispetto delle norme, che nella convivenza civile non costituisce un vincolo ma il modo concreto di riconoscere chi guida, chi pedala e chi cammina: limiti di velocità, precedenze e comportamenti corretti restano le condizioni di una comunità più sicura.



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