A Milano presentata la Carta della Democrazia e annunciati i nuovi Giusti 2026 al Monte Stella
In Commissione a Milano la Carta della Democrazia e i Giusti 2026: dialogo, nonviolenza e difesa delle istituzioni.
Milano rilancia il suo impegno per la difesa delle istituzioni democratiche, del pluralismo e della dignità umana. È questo il cuore della Carta della Democrazia, presentata dalla Fondazione Gariwo alle commissioni consiliari Pari Opportunità e Diritti Civili, Cultura, Antimafia e alla Commissione speciale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio del Comune di Milano.
Il documento richiama cittadini e istituzioni a una responsabilità condivisa contro derive autoritarie e linguaggi di odio, sottolineando come la sfida sia prima di tutto culturale. Non solo norme e regolamenti, dunque, ma un rinnovato impegno nel promuovere dialogo, confronto e rispetto reciproco.
Democrazia e scenario internazionale
Nel dibattito è intervenuta la presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi, che ha collegato il tema della Carta al contesto geopolitico attuale, alla vigilia del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. Buscemi ha ribadito che violenza e sopraffazione non possono diventare principi guida dell’azione politica, rinnovando la solidarietà al popolo ucraino e auspicando una pace giusta, con un ruolo più incisivo dell’Europa nei processi diplomatici.
Gariwo: “Ritrovare il gusto del dialogo”
Il presidente della Fondazione Gariwo, Gabriele Nissim, ha richiamato uno dei passaggi centrali della Carta: la necessità di riscoprire il valore della conversazione anche tra posizioni differenti. Secondo Nissim, il pensiero si rafforza e si arricchisce nel confronto, e proprio per questo la Carta dovrebbe essere adottata formalmente dal Consiglio comunale. L’auspicio è anche simbolico: ospitare una seduta delle Commissioni al Giardino dei Giusti di Milano, luogo che rappresenta l’idea stessa di polis democratica e di memoria attiva.
Sulla stessa linea Elisabetta Nigris, presidente della Commissione speciale contro i fenomeni d’odio, che ha sottolineato come in questa fase storica sia fondamentale sostenere un dialogo fondato sull’ascolto e su un uso responsabile dell’informazione. Le istituzioni, ha evidenziato, devono garantire spazi di partecipazione e di educazione civica in cui ogni persona possa sentirsi parte della comunità.
I nuovi Giusti 2026: vite per la democrazia
L’incontro è stato anche l’occasione per presentare la Giornata dei Giusti dell’Umanità 2026, in programma l’11 marzo al Giardino dei Giusti di tutto il mondo al Monte Stella. Il tema scelto per la prossima edizione è “I Giusti per la democrazia. Dialogo e nonviolenza per costruire la pace”.
Saranno onorate cinque figure simboliche, accomunate dall’impegno civile e dalla difesa dei diritti. Tra i nuovi Giusti 2026 figurano Piero Calamandrei, padre costituente e difensore della Costituzione italiana; Martin Luther King, icona globale della nonviolenza; l’attivista israeliana Vivian Silver, uccisa il 7 ottobre 2023; la palestinese Reem Al-Hajajreh, fondatrice del movimento Women of the Sun; e l’artista russa Aleksandra “Sasha” Skochilenko, arrestata per aver protestato contro la guerra in Ucraina e liberata nel 2024.
Cinque storie diverse, unite dalla convinzione che la democrazia sia una conquista fragile, che vive nelle parole, nell’ascolto e nella responsabilità individuale. Milano, con la Carta della Democrazia e la Giornata dei Giusti, rilancia così un messaggio chiaro: la difesa delle libertà passa dalla cultura del dialogo e dalla memoria di chi ha scelto il coraggio civile.