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A Turro un cantiere incompiuto diventa rifugio abusivo. L’affondo della Lega contro il Comune: “Serve sgombero immediato”

Un’area fuori controllo tra occupazioni e degrado, Sardone e Solazzo: “Fallimento su sicurezza e decoro”

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Nel quartiere Turro, a Milano, un’area lasciata incompiuta si è trasformata in un caso simbolo di degrado urbano. Il cantiere di via Stamira d’Ancona, fermo da tempo, è oggi al centro delle polemiche per le condizioni in cui versa e per le ripetute occupazioni abusive segnalate dai residenti. La struttura, mai portata a termine, è diventata nel tempo un punto critico per la sicurezza della zona, con segnalazioni di presenze irregolari e situazioni di forte marginalità.

L’attacco politico: “Fallimento su sicurezza e decoro”

A riaccendere i riflettori sulla vicenda sono stati Silvia Sardone ed Edoardo Solazzo, esponenti della Lega, che parlano apertamente di un fallimento nella gestione della sicurezza urbana da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Sala.

Secondo i due consiglieri, la situazione era già stata denunciata in passato, con sopralluoghi che avevano evidenziato criticità gravi. Dopo un primo intervento di sgombero, però, l’area sarebbe stata nuovamente occupata nel giro di poco tempo, tornando rapidamente nelle stesse condizioni.

Un’area fuori controllo tra occupazioni e degrado

Nel corso dei mesi, il cantiere abbandonato è diventato un luogo di bivacchi e presenze irregolari, alimentando la percezione di insicurezza tra gli abitanti del quartiere. I residenti, spiegano i rappresentanti politici, segnalano da tempo una situazione ormai fuori controllo e chiedono interventi strutturali, non solo operazioni temporanee. Il timore è che senza un presidio costante ogni sgombero si trasformi in una soluzione solo momentanea.

La richiesta: sgombero immediato e sicurezza permanente

Per affrontare il problema, è stata presentata una nuova mozione che punta a un intervento coordinato tra Comune, Prefettura e forze dell’ordine. L’obiettivo è procedere con uno sgombero immediato e, soprattutto, evitare che l’area venga nuovamente occupata. Tra le richieste anche quella di imporre alla proprietà la messa in sicurezza definitiva del sito, oltre a valutare strumenti amministrativi per sbloccare la situazione e definire il futuro dell’immobile.

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