Acque sotterranee contaminate nel Nord Milanese: Regione Lombardia aggiorna le linee guida con un approccio territoriale integrato su 23 Comuni
La delibera approvata ad aprile introduce nuovi valori di riferimento per le bonifiche, sostituisce i limiti del Codice dell’Ambiente con soglie più stringenti e rafforza il ruolo di Arpa, Politecnico di Milano e Tavolo tecnico regionale.
Regione Lombardia ha aggiornato le misure di gestione dell’inquinamento diffuso delle acque sotterranee nell’area del Nord Milanese, presentando le nuove linee guida nel corso di un convegno a Palazzo Lombardia introdotto dall’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione. La novità più rilevante è il superamento di un approccio circoscritto al singolo sito contaminato in favore di una gestione territoriale integrata, che estende l’analisi ambientale e del rischio a un ambito geografico più ampio e valorizza il ruolo degli organi tecnici e degli enti locali.
Il fenomeno che le linee guida affrontano è l’inquinamento diffuso delle falde, principalmente riconducibile a solventi clorurati come il tetracloroetilene (Pce) e il triclorometano (Tcm) e al cromo VI, causato da attività antropiche storiche e non più attribuibile a singole sorgenti puntuali identificabili.
I nuovi valori di riferimento per le bonifiche: cosa cambia rispetto al Codice dell’Ambiente
Il provvedimento, che coinvolge 23 Comuni distribuiti tra la Città Metropolitana di Milano, la provincia di Monza e Brianza e la provincia di Varese, introduce i «valori di fondo antropico» per alcune sostanze e definisce specifiche Concentrazioni di riferimento per la bonifica (Crb) di Pce, Tcm e cromo VI. Questi nuovi parametri sostituiscono le Concentrazioni Soglia di Contaminazione previste dal decreto legislativo 152/2006 e garantiscono concentrazioni sistematicamente al di sotto dei limiti di potabilità delle acque, con una tutela sanitaria più stringente rispetto al quadro normativo nazionale.
Il ruolo di Arpa Lombardia e l’accordo con il Politecnico di Milano
Due collaborazioni istituzionali hanno avuto un peso determinante nella costruzione del nuovo impianto. Arpa Lombardia svolge un ruolo centrale nella creazione di un centro di competenza sulle acque sotterranee, nell’aggiornamento della banca dati idrochimica, nella prosecuzione dei monitoraggi periodici e nel presidio delle sorgenti ancora attive. I risultati dei rilevamenti più recenti mostrano un miglioramento generale nei valori rilevati.
Il Politecnico di Milano ha contribuito attraverso un accordo di collaborazione triennale che ha permesso di sviluppare modelli matematici di simulazione del comportamento delle acque sotterranee, capaci di anticipare possibili scenari di diffusione delle contaminazioni — uno strumento di analisi predittiva che non aveva precedenti in questo ambito a livello regionale.
Il Tavolo tecnico regionale: coordinamento tra istituzioni e competenze
Cardine operativo della strategia è il Tavolo tecnico di coordinamento regionale, rinnovato con decreto ogni tre anni, che riunisce rappresentanti dei Comuni e delle Amministrazioni provinciali, Arpa, le ATS competenti per territorio, i gestori del servizio idrico integrato e gli Ambiti territoriali ottimali. Il Tavolo è coordinato dalla Direzione generale Ambiente e Clima con la partecipazione delle DG Welfare, Enti locali e Agricoltura e può aprirsi ad altri soggetti pubblici e privati quando le esigenze tecnico-amministrative lo richiedano.
I 23 Comuni interessati
Nella Città Metropolitana di Milano: Arese, Baranzate, Bollate, Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Garbagnate Milanese, Lainate, Milano, Novate Milanese, Paderno Dugnano, Pero, Rho, Senago, Sesto San Giovanni. Nella provincia di Monza e Brianza: Brugherio, Monza, Muggiò, Nova Milanese. Nella provincia di Varese: Caronno Pertusella e Origgio. La presentazione delle nuove linee guida rientra tra gli eventi di avvicinamento all’edizione 2026 del Forum regionale per lo sviluppo sostenibile.