Affitti record in Galleria Vittorio Emanuele II: entrate comunali verso 85 milioni in crescita del 58%
Gli affitti della Galleria Vittorio Emanuele II spingono le casse di Milano verso 85 milioni, finanziando welfare e servizi pubblici.
La Galleria Vittorio Emanuele II continua a brillare non solo come icona turistica, ma anche come asset economico strategico per Milano. Gli affitti dei locali sotto la storica cupola hanno superato gli 80 milioni di euro annui, con una previsione di 83,5 milioni per il 2026 e possibili entrate fino a 85 milioni, segnando una crescita impressionante del 58% rispetto al 2021.
Crescita in quattro anni: numeri e contratti
Nel giro di soli quattro anni, dal 2021 al 2025, i canoni di locazione sono passati da 53 a oltre 83 milioni di euro grazie a 40 nuovi contratti, dieci bandi conclusi e due in corso. Tutte le 52 insegne della Galleria hanno contratti attivi almeno fino al 2030. Tra le assegnazioni più significative, spicca l’ex spazio Swarovski, rilevato da Tiffany & Co. nel 2024 per oltre 20.600 euro al metro quadro all’anno.
Strategia di valorizzazione del patrimonio pubblico
Secondo l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte, la crescita degli introiti è frutto di una politica di valorizzazione trasparente e mirata: bandi pubblici aperti a marchi italiani e internazionali di eccellenza, nel rispetto del mix commerciale storico della Galleria. Gli introiti non restano in cassa: l’incremento dei canoni ha permesso di destinare più risorse al welfare e ai servizi comunali.
La strategia di valorizzazione riguarda anche i piani superiori e sotterranei della Galleria. “Non si tratta solo di una performance immobiliare, ma di un lavoro sistematico di quattro anni volto a usare il patrimonio pubblico come leva per finanziare servizi e inclusione”, ha sottolineato Conte.