Affluenza Referendum 2025: Milano sopra la media nazionale col 35,4%, raggiunto il quorum a Cernusco sul Naviglio
Stanzione (Cgil): “Una mobilitazione per cambiare, da qui ripartiamo”
Stanzione (Cgil): “Una mobilitazione per cambiare, da qui ripartiamo”
Milano – Nonostante il mancato raggiungimento del quorum a livello nazionale, il referendum abrogativo dell’8 e 9 giugno 2025 ha registrato una partecipazione significativa nell’area metropolitana di Milano. Secondo quanto dichiarato da Luca Stanzione, segretario generale della Cgil Milano, sono stati oltre 850.000 i voti espressi, un numero che rappresenta un forte segnale politico e sociale: “Molti di questi cittadini – ha affermato – non avevano votato alle Europee, e tantissimi sono stati anche gli studenti fuori sede. Questo ci conferma che il referendum è stato vissuto da molti come una vera occasione di cambiamento”.
Affluenza sopra la media nazionale: Milano al 35,4%
In un contesto nazionale caratterizzato da una partecipazione ferma al 30,56%, Milano si è distinta con un’affluenza media del 35,42%, superando tutte le altre province lombarde. Anche nel voto per singoli quesiti, la città ha mostrato una chiara direzione, votando a favore dell’abrogazione in tutti e cinque i casi.
I risultati milanesi:
- Quesito 1 (reintegro per licenziamenti illegittimi): 86,74% sì
- Quesito 2 (limite all’indennizzo per licenziamento): 85,72% sì
- Quesito 3 (tutela dei contratti a termine): 87,29% sì
- Quesito 4 (responsabilità in caso di infortuni): 85,83% sì
- Quesito 5 (riduzione da 10 a 5 anni per la cittadinanza): 65,34% sì
Due comuni lombardi superano il quorum: Cernusco sul Naviglio e Villa Biscossi
Nell’intera Lombardia, solo due comuni hanno superato il 50% di affluenza, soglia necessaria per rendere valido il referendum. A Cernusco sul Naviglio, grazie anche al ballottaggio per l’elezione del nuovo sindaco, si è raggiunto il 50,64% di partecipazione referendaria. A Villa Biscossi, minuscolo centro del Pavese con circa 70 abitanti, ha votato il 54,2% degli elettori.
A Milano città, il dato definitivo di affluenza è stato del 36,8%, il più alto tra i capoluoghi lombardi. In fondo alla classifica troviamo la provincia di Sondrio con il 21%, e comuni come Aprica e Bormio con livelli ancora più bassi (12% e 18,7%).
Cgil: “La battaglia non si ferma, siamo pronti a proseguire con chi ci sta”
“Non abbiamo raggiunto il quorum, ma 850mila persone ci hanno dato un mandato chiaro. Non ci fermiamo qui”, ha ribadito Stanzione, che ha annunciato l’intenzione di rilanciare la collaborazione con partiti, comitati e associazioni per continuare un percorso condiviso. “La Milano che conosciamo è una città che guarda al lavoro, al valore della dignità dei lavoratori, alla giustizia sociale. Questo referendum lo conferma.”
Landini (Cgil): “Segnale di crisi democratica, ma anche una base per ripartire”
Anche il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, ha commentato i dati: “14 milioni di italiani sono andati alle urne. È un risultato che ci dice quanto ancora ci sia da fare, in un Paese dove la partecipazione democratica è in crisi. Ma è anche un punto da cui ripartire”.
Il centrodestra esulta: “Referendum trasformato in attacco al governo, ma ha fallito”
Dal fronte opposto, arrivano le dichiarazioni trionfali del governo. Per Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, “il voto è stato un chiaro fallimento per l’opposizione, che ha voluto trasformare i quesiti in un giudizio politico sull’esecutivo”. Anche Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ha parlato di “una sinistra incapace di mobilitare persino il suo elettorato”.