Aggredita da un branco a Porta Romana, una modella cerca il giovane che l’ha salvata: “E’ un vero eroe”
Una modella polacca di trent’anni, Anna Aksamit, ha raccontato sui social di essere sfuggita a un tentativo di violenza di gruppo avvenuto in pieno giorno, lungo una strada del quartiere Porta Romana. A salvarla sarebbe stato un giovane sconosciuto, intervenuto da solo per allontanare gli uomini che l’avevano circondata. Secondo quanto riportato dal Corriere della […]
Una modella polacca di trent’anni, Anna Aksamit, ha raccontato sui social di essere sfuggita a un tentativo di violenza di gruppo avvenuto in pieno giorno, lungo una strada del quartiere Porta Romana. A salvarla sarebbe stato un giovane sconosciuto, intervenuto da solo per allontanare gli uomini che l’avevano circondata. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la donna chiede che quel ragazzo si faccia riconoscere per poterlo ringraziare.
A oltre quarantotto ore dai fatti, però, il messaggio della trentenne non ha ancora ottenuto risposta. “Senza il suo intervento non so cosa mi sarebbe successo”, ha scritto la modella, spiegando di voler incontrare il suo soccorritore o quantomeno conoscerne il nome.
La ricostruzione: dall’uscita di casa all’accerchiamento
Stando al suo racconto, la donna era appena uscita dall’abitazione diretta al supermercato vicino quando, in via Livenza, ha notato alcune persone ferme lungo la strada a bere birra. L’istinto le ha suggerito di cambiare percorso per evitarle, ma il tentativo si è rivelato inutile: il gruppo l’ha presa di mira, seguita e raggiunta nel giro di pochi istanti, fino a circondarla.
Al rifiuto opposto dalla donna, la situazione è rapidamente precipitata. Gli aggressori hanno iniziato a toccarla e, di fronte alla resistenza, a colpirla con pugni al volto e all’addome. Solo l’intervento del giovane sconosciuto ha interrotto l’aggressione.
Il caso diventa politico
L’episodio ha avuto immediata eco anche sul piano politico. La capogruppo di Italia Viva al Senato, Raffaella Paita, è intervenuta con una nota durissima, definendo “interminabili” i minuti vissuti dalla modella e riconoscendo che, senza il coraggio del ragazzo, l’esito avrebbe potuto essere peggiore. La senatrice ha trasformato l’accaduto in un atto d’accusa verso l’Esecutivo, sostenendo che dopo quattro anni di governo Meloni una donna non possa sentirsi libera di fare la spesa nemmeno nel primo pomeriggio. Da qui l’affondo sulla sicurezza definita “una emergenza”, l’interrogativo rivolto al ministro Piantedosi e la critica ai decreti varati dal Governo, accusato di scaricare sui sindaci responsabilità che resterebbero irrisolte.
Indagini e accertamenti
Al momento la dinamica resta affidata alla ricostruzione fornita dalla diretta interessata, in attesa della denuncia formale e degli accertamenti che dovranno chiarire tempi, modalità e responsabilità dell’aggressione. La ricerca del giovane intervenuto in soccorso della donna, oltre al suo valore umano, potrebbe risultare utile anche sul piano investigativo, qualora venisse individuato come testimone dei fatti.