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Aggredito a colpi di machete a Crescenzago: fermati due diciassettenni per tentato omicidio

Un agguato improvviso, senza alcuna ragione apparente, che ha lasciato un uomo sfigurato con quaranta giorni di prognosi. È il bilancio dell’aggressione avvenuta la sera di mercoledì 3 giugno in via Civitavecchia, nella zona di Crescenzago a Milano. A distanza di settimane, le indagini hanno portato all’identificazione e al fermo dei presunti responsabili: due ragazzi […]

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Un agguato improvviso, senza alcuna ragione apparente, che ha lasciato un uomo sfigurato con quaranta giorni di prognosi. È il bilancio dell’aggressione avvenuta la sera di mercoledì 3 giugno in via Civitavecchia, nella zona di Crescenzago a Milano. A distanza di settimane, le indagini hanno portato all’identificazione e al fermo dei presunti responsabili: due ragazzi di appena diciassette anni.

Il fermo dei due minorenni

I giovani, uno di cittadinanza egiziana e l’altro romena, sono stati bloccati dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Milano. Entrambi devono rispondere di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e di porto abusivo di arma da taglio. Rintracciati tra le province di Milano e Brescia, sono stati accompagnati in comunità.

La dinamica dell’aggressione

I fatti si erano consumati poco dopo le 22 all’altezza del civico 82. La vittima, un ventinovenne di origine egiziana, era stata colpita ripetutamente con un machete: una ferita particolarmente profonda alla spalla, insieme ad altri fendenti al volto e alle braccia. Nonostante la gravità delle lesioni, l’uomo era rimasto sempre cosciente durante le prime cure e il trasporto in codice rosso all’ospedale Niguarda, dove nei giorni seguenti è stato sottoposto a diversi interventi chirurgici.

Il ruolo delle telecamere e delle testimonianze

A indirizzare gli investigatori sono stati soprattutto gli accertamenti condotti nell’immediatezza dalla stazione di Crescenzago. L’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza della zona, unita alle dichiarazioni delle persone informate sui fatti, ha permesso di ricostruire la sequenza dell’aggressione e di risalire ai presunti autori. Al momento del blitz i due giovani avevano agito a volto coperto da un passamontagna, circostanza che aveva reso più complessa l’identificazione.

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