Aggressione tra colleghi a Milano: INCA CGIL ottiene il riconoscimento INAIL come infortunio sul lavoro dopo ricorso
Aggressione dopo il turno: cambia il verdetto
Un episodio di violenza avvenuto al termine della giornata lavorativa si trasforma in un caso significativo per la tutela dei lavoratori. A Milano, un dipendente del settore alimentare, aggredito da un collega nel parcheggio aziendale, ha ottenuto il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro dopo che inizialmente la richiesta era stata respinta.
Determinante è stato l’intervento dell’INCA CGIL Milano, che ha assistito il lavoratore nella presentazione del ricorso. L’episodio, sfociato in una colluttazione fisica, aveva provocato lesioni con una prognosi di circa un mese e possibili conseguenze permanenti ancora da valutare.
Il primo rifiuto dell’INAIL
In una fase iniziale, l’INAIL aveva negato il riconoscimento, ritenendo l’accaduto legato a un rischio generico e non direttamente connesso all’attività lavorativa. Una posizione che avrebbe limitato le tutele per il lavoratore, equiparando il caso a una semplice malattia.
Il ricorso e le prove raccolte
Il ribaltamento della decisione è arrivato grazie a un ricorso amministrativo fondato su elementi concreti. Le testimonianze raccolte hanno evidenziato come la lite fosse il risultato di tensioni interne all’azienda, legate a dinamiche gerarchiche mal gestite. Un contesto che ha permesso di dimostrare il nesso tra l’aggressione e l’ambiente di lavoro. A rafforzare la richiesta sono stati anche precedenti giuridici della Corte di Cassazione, che riconoscono come infortunio sul lavoro anche eventi avvenuti in spazi collegati all’attività lavorativa, come i parcheggi aziendali, purché non estranei alle dinamiche professionali.
Alla luce degli elementi presentati, l’INAIL ha accolto il ricorso senza necessità di avviare un procedimento giudiziario, riconoscendo l’infortunio e garantendo al lavoratore l’indennità per inabilità temporanea. Resta aperta la valutazione su eventuali postumi permanenti.