Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Al carcere minorile Beccaria riparte lo sport camp "In Meta!": 61 giovani detenuti si sfidano tra rugby, basket e nuoto

Il progetto era fermo da due anni per la mancanza di fondi. Picchi: "Lo sport è una straordinaria leva educativa"

Di

Rugby, calcio, basket, fitness e nuoto. Il carcere minorile "Cesare Beccaria" di Milano ha aperto i propri spazi sportivi a "In Meta!", il progetto educativo che coinvolge i giovani detenuti in un programma multidisciplinare di tre giorni. All'avvio delle attività ha partecipato Federica Picchi, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, che ha voluto e strutturato l'iniziativa insieme alla Federazione Italiana Rugby.


Un'esperienza interrotta che riparte grazie alla Regione


Il campo non nasce dal nulla. Discende dal Camp sportivo avviato una decina di anni fa dall'ex campione azzurro Diego Dominguez con i suoi collaboratori, rimasto fermo negli ultimi due anni dopo il venir meno del sostegno economico che lo finanziava. Regione Lombardia è intervenuta per garantirne la continuità, sottoscrivendo per la prima volta un accordo diretto con la Federazione. Il progetto era stato presentato il 13 luglio a Palazzo Lombardia.


Squadre miste con la Polizia penitenziaria


L'immagine che il sottosegretario ha scelto per raccontare la giornata riguarda proprio la composizione delle squadre. "È emozionante vedere 61 ragazzi del Beccaria indossare le stesse divise, a rimarcare un senso di condivisione, uno accanto all'altro per l'inno d'Italia", ha spiegato Picchi, "e poi scendere in campo in squadre miste insieme alla Polizia penitenziaria e allo staff di Diego Dominguez". Per il sottosegretario la pratica sportiva "significa rispetto delle regole e degli altri, capacità di stare insieme e di sentirsi parte di una squadra". Picchi ha collegato il finanziamento regionale alla prospettiva di lungo periodo dei partecipanti: un'esperienza che "offre ai ragazzi un'opportunità concreta di crescita" e trasmette "valori che possono accompagnarli anche fuori dal campo".


Dominguez: "La forza non è mai dominio"


Il campione argentino naturalizzato italiano ha illustrato il metodo con cui lavora sui giovani dell'istituto. "Il rugby insegna che la forza non è mai dominio, ma capacità di mettersi al servizio della squadra", ha osservato Dominguez. "Ogni allenamento è un'occasione per imparare a controllare l'energia, a trasformare l'impulso in disciplina e a capire che il confronto fisico ha senso solo se fondato sulla fiducia e sulla lealtà. Insegniamo ai ragazzi che gli avversari non sono nemici, ma compagni di gioco, e che dopo una caduta ci si rialza e non bisogna arrendersi".


La direzione: "Sperimentare l'attenzione all'altro"


Soddisfazione anche dalla direttrice del Beccaria, Eleonora Cinque, che ha ricordato la triangolazione tra Regione Lombardia, lo staff di Dominguez e il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. Grazie a quella sinergia, ha dichiarato, i ragazzi hanno potuto sperimentare "in modo immersivo, per tre giorni, attenzione all'altro, rispetto delle regole e crescita attraverso discipline sportive che testimoniano come le energie e la forza possano essere impiegate includendo tutti e concependo il sé come parte di una comunità".


Cinque ha portato i saluti del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari e del Capo Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità Antonio Sangermano. Le diverse discipline in programma restano lo strumento con cui il camp punta a lavorare su educazione, inclusione e reinserimento sociale.


Condividi questo articolo

Altre notizie