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Al Niguarda di Milano apre Casa Ronald: sette camere per i genitori dei bambini ricoverati a lungo. Fontana: "La famiglia non resta fuori dall'ospedale"

La struttura nata nel 2020 come Family Room si è trasformata in un alloggio completo dentro l'ospedale.

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È stata inaugurata giovedì 24 settembre la nuova Casa Ronald McDonald all'interno dell'Ospedale Niguarda di Milano. La struttura era attiva dal 2020 come Family Room, uno spazio di sosta per i familiari, ed è stata ampliata fino a diventare un alloggio a tutti gli effetti. Su circa seicento metri quadri trovano posto sette camere con bagno privato, cucine attrezzate, soggiorni e zone relax, una lavanderia, postazioni per il lavoro da remoto e ambienti riservati alla privacy. Una dotazione pensata per chi deve restare accanto a un figlio ricoverato per settimane o mesi senza poter rientrare a casa.


All'inaugurazione erano presenti, oltre al presidente della Regione Attilio Fontana, il direttore generale dell'ospedale Alberto Zoli, il presidente di Casa Ronald Nicola Antonacci e la direttrice Maria Chiara Roti.


"Un modello di sanità di eccellenza e profondamente umana"


"L'eccellenza della sanità lombarda non si misura soltanto nella qualità delle cure e nella capacità dei nostri professionisti di affrontare anche i casi più complessi", ha dichiarato Fontana. "Si misura anche nella capacità di prendersi cura della persona nella sua interezza e di stare vicino alla sua famiglia, soprattutto quando un ricovero lungo e difficile costringe a vivere per settimane o mesi lontano da casa".


Il presidente ha poi messo a fuoco il ruolo dei genitori nel percorso terapeutico: "Quando un figlio è ricoverato la famiglia diventa parte integrante del percorso di cura. Consentire a un genitore di restare accanto al proprio figlio significa offrire un sostegno concreto in uno dei momenti più delicati della vita. Questa Casa interpreta perfettamente il modello di sanità che vogliamo continuare a costruire in Lombardia: altamente specializzata, tecnologicamente avanzata, ma nello stesso tempo profondamente umana".


La sussidiarietà rivendicata come tratto lombardo


Fontana ha inquadrato l'operazione nel rapporto tra istituzioni pubbliche e privato sociale, definendola "un esempio concreto di quella sussidiarietà che appartiene alla storia e alla cultura della Lombardia. Quando istituzioni, sanità pubblica, imprese e Terzo settore uniscono competenze e risorse non si sostituiscono gli uni agli altri, ma moltiplicano la capacità di dare risposte ai cittadini", ha proseguito. "È questa alleanza tra pubblico e privato sociale che consente al nostro sistema di crescere e di offrire servizi che vanno oltre la prestazione sanitaria".


Il richiamo a Crans-Montana


Nel passaggio dedicato al ruolo del Niguarda, il presidente ha citato un episodio recente. "Niguarda è una delle espressioni più alte della sanità lombarda. È un ospedale capace di attrarre pazienti, professionalità e investimenti perché chi arriva qui riconosce la solidità di un modello e finisce per diventarne parte". La capacità di accoglienza, ha aggiunto, si è vista "anche nei drammatici momenti seguiti al rogo di Crans-Montana, quando i ragazzi trasferiti a Niguarda hanno trovato cure e assistenza di altissimo livello e le loro famiglie hanno potuto trovare qui accoglienza e una casa".


Il prossimo passo: una struttura anche al Besta


La presenza della Fondazione Ronald McDonald in Lombardia è destinata ad allargarsi: una nuova struttura è prevista all'Irccs Carlo Besta di Milano. "Non è un caso che realtà come questa scelgano le nostre eccellenze", ha concluso Fontana. "La Lombardia continua a occupare un posto di rilievo nelle classifiche internazionali degli ospedali specializzati. La vera sfida, però, è affiancare sempre all'eccellenza clinica un'attenzione altrettanto forte alla dimensione umana della cura. Casa Ronald dimostra che è possibile: qui la famiglia non resta fuori dall'ospedale, ma diventa parte integrante del percorso di cura".



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