Al Pini-CTO di Milano debutta una terapia avanzata per il Parkinson: infusione continua con tre farmaci migliora i sintomi
Una nuova frontiera terapeutica per il Parkinson a Milano
Importante passo avanti nella cura del Morbo di Parkinson a Milano, dove il Centro Parkinson e Parkinsonismi dell’ASST Gaetano Pini-CTO introduce per la prima volta in Italia una nuova strategia terapeutica. Il trattamento si basa su una combinazione di tre farmaci somministrati in modo continuo, con l’obiettivo di migliorare il controllo dei sintomi nelle fasi più avanzate della malattia.
Come funziona la terapia a infusione continua
Il protocollo prevede la somministrazione diretta a livello intestinale di levodopa, il principio attivo più utilizzato contro il Parkinson, associata a carbidopa ed entacapone. La modalità di infusione non è nuova, ma lo è l’impiego combinato dei tre farmaci, studiato per potenziarne l’efficacia.
Questa sinergia consente di aumentare la quantità di principio attivo che raggiunge il cervello e di prolungarne l’azione nel tempo, rendendo più stabile la risposta clinica durante la giornata. Il risultato atteso è una riduzione delle fluttuazioni motorie e dei movimenti involontari che spesso caratterizzano gli stadi avanzati della patologia.
A chi è destinato il trattamento
La terapia è rivolta ai pazienti con Parkinson in fase avanzata che non ottengono più un controllo adeguato con i trattamenti farmacologici tradizionali. In particolare, si rivolge a chi soffre di discinesie e variazioni motorie significative nel corso della giornata. Il percorso terapeutico prevede una valutazione iniziale da parte di un’équipe multidisciplinare, seguita dall’inserimento di un sondino tramite procedura endoscopica. Successivamente, il dosaggio viene calibrato progressivamente in base alla risposta del paziente, con monitoraggi costanti nel tempo.
Benefici e possibili rischi
I primi miglioramenti possono emergere già nelle settimane iniziali, con una maggiore stabilità dei sintomi motori e una gestione più efficace della quotidianità. Tuttavia, come ogni trattamento avanzato, anche questo comporta alcune criticità.
Le possibili complicanze includono infezioni o irritazioni nel punto di inserzione del sondino, eventuali spostamenti del dispositivo e effetti collaterali legati ai farmaci, come nausea, ipotensione o disturbi neuropsichiatrici. Per questo motivo la terapia viene gestita esclusivamente in centri altamente specializzati.
L’introduzione di questa nuova opzione terapeutica rappresenta un traguardo significativo per il centro milanese, che amplia così le possibilità di cura per i pazienti più complessi. L’obiettivo è offrire un controllo più efficace dei sinti e migliorare concretamente la qualità della vita, non solo dei pazienti ma anche delle loro famiglie.