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Al via "L'Ora del Consenso": il Comune di Milano porta l'educazione sessuale negli spazi pubblici della città

Il ciclo pilota si svolge ogni venerdì di ottobre in piazze e giardini, con due proiezioni serali gratuite curate dal Cinemino. A guidare i gruppi professionisti selezionati

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Si chiama "L'Ora del Consenso" l'iniziativa promossa dall'Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Milano e realizzata da Paranoia Festival. Il formato prevede incontri di confronto sull'educazione sessuale e affettiva rivolti ai giovani e aperti a chiunque voglia partecipare. La scelta metodologica sta nel rovesciamento del modello scolastico: non lezioni frontali, ma discussioni in cui sono i ragazzi e le ragazze a portare domande, esperienze e opinioni. Gli esperti presenti hanno il ruolo di garantire rigore metodologico e sicurezza emotiva, non di insegnare. I temi dichiarati sono consenso, relazioni, rispetto dei confini e gestione dei conflitti.


Il programma


Gli appuntamenti si svolgono tutti di venerdì, due per giornata, in spazi pubblici distribuiti in città. Si comincia venerdì 2 ottobre, alle 14.30 in piazza Vetra e alle 18 in via Cesare Cesariano. Venerdì 9 ottobre il programma si sposta al Giardino Norma Cossetto alle 14.30 e in piazza Leonardo da Vinci alle 18. Venerdì 16 ottobre gli incontri sono in via Mario Donati 4 alle 14.30 e in largo Gavirate alle 18. Venerdì 23 ottobre chiudono il ciclo via Beroldo alle 14.30 e di nuovo piazza Vetra alle 18.


Due delle quattro giornate si prolungano con proiezioni gratuite all'aperto, realizzate insieme al Cinemino e pensate per allargare la platea a famiglie, docenti e cittadini. Gli appuntamenti sono fissati per il 9 ottobre in piazza Leonardo da Vinci e per il 23 ottobre in piazza Vetra, entrambi alle 19.30.


Riva: "Uno spazio di confronto libero, gratuito e aperto a tutti"


L'assessora alle Politiche Giovanili Martina Riva colloca l'iniziativa in un contesto preciso: "Nasce in un momento in cui il dibattito sull'educazione sessuale e affettiva nelle scuole è tornato al centro dell'attenzione pubblica. Le domande dei giovani, però, restano. Da qui la scelta del Comune di Milano e di Paranoia Festival di creare uno spazio pubblico, libero e gratuito, nel quale queste domande possano essere espresse e affrontate attraverso il confronto". E la precisazione sui confini dell'operazione: "L'Ora del Consenso non vuole sostituirsi alla scuola né alle famiglie, ma offrire un luogo in più: uno spazio aperto in cui ragazze e ragazzi possano parlare, ascoltarsi e confrontarsi con il supporto di figure professionali".


Migone: "Un luogo sicuro capace di accogliere posizioni diverse"


"L'Ora del consenso è soprattutto un modo per continuare a porre domande sul tema dell'educazione sessuo-affettiva", spiega Nicola Migone, cofondatore di Paranoia Festival. "Vogliamo creare uno spazio protetto e sicuro in cui i giovani trovino parole e strumenti per interrogarsi sui contenuti, orientarsi nel dibattito e cercare di comprendere un presente che, anche quando si parla di affettività e sessualità, è sempre più complesso e sfaccettato. Vorremmo inoltre che tale spazio possa diventare un punto di partenza per un dialogo con le istituzioni e, allo stesso tempo, un luogo capace di accogliere posizioni diverse".


L'open call per scuole e associazioni


Gli otto incontri di ottobre sono dichiarati come fase pilota. Alla conclusione del ciclo, Comune e Paranoia Festival lanceranno una open call rivolta a scuole, associazioni, collettivi e realtà di quartiere, con l'intenzione di far nascere altri spazi di confronto durante l'anno scolastico e costruire una rete cittadina. Il racconto delle giornate sarà rilanciato da Webboh, il media digitale di Mondadori rivolto alle nuove generazioni, che seguirà il progetto sui propri canali.


Chi è Paranoia Festival


Il progetto nasce nel 2023 come risposta al disorientamento e all'isolamento emotivo emersi tra i più giovani nel periodo successivo alla pandemia. Si tratta di un'iniziativa culturale e artistica itinerante dedicata al benessere mentale della cosiddetta Gen Z, costruita attorno all'idea di trasformare la fragilità da stigma a occasione di confronto pubblico. La stagione 2026, che porta il claim "Tutto questo Niente", ha toccato Bergamo e Milano, dove ha fatto tappa a BASE, e si chiuderà a Torino nel mese di novembre


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