Al via “Priorità al tram”: il 10 maggio a Milano la più grande mappatura partecipata della rete tranviaria cittadina
L’iniziativa di Velocipiedi, Città delle Persone e Milanobelladadio parte dal Giardino Lea Garofalo con una lotteria che assegna le linee da mappare. I dati raccolti alimenteranno una web app pubblica
Domenica 10 maggio Milano diventa un laboratorio di ricerca urbana dal basso. A partire dalle ore 15:00 dal Giardino Comunitario Lea Garofalo (Via Montello 3), l’associazione Velocipiedi – in collaborazione con la rete Città delle Persone e l’account social Milanobelladadio – lancia “Priorità al tram”, definita dai promotori la più grande mappatura della rete tranviaria milanese mai realizzata.
Il metodo è volutamente accessibile: ogni partecipante pesca un bigliettino con il numero di una linea di tram o filobus, sale sul mezzo, attiva un’app di tracciamento GPS alla partenza e la disattiva all’arrivo, quindi invia i file registrati via email agli organizzatori. L’aggregazione di tutti i percorsi consentirà di ricavare dati concreti su velocità media, tempi di fermo ai semafori e rallentamenti causati dal traffico privato.
I dati preliminari: quasi 4 minuti bloccati ogni 20 di corsa
I dati già in possesso di Velocipiedi offrono un’anticipazione significativa dei risultati attesi. Tram e filobus restano fermi ai semafori per circa il 18% del tempo di percorrenza: in una corsa di 20 minuti, significa quasi 4 minuti di attesa agli incroci, senza considerare i rallentamenti aggiuntivi causati dal traffico. Una cifra che quantifica in modo preciso una delle inefficienze strutturali del trasporto di superficie milanese. I risultati completi della mappatura saranno resi disponibili sulla web app dedicata trasformami.velocipedi.it.
Le richieste al Comune
La campagna non si limita alla raccolta dati. Velocipiedi chiede al Comune di Milano l’adozione di tre interventi specifici. Il primo è l’asservimento semaforico, ovvero un sistema che garantisce sempre il verde ai tram in avvicinamento agli incroci, riducendo le attese inutili. Il secondo riguarda la creazione di corsie preferenziali dedicate e protette, per separare fisicamente i tram dal traffico privato e ridurre sia i tempi di percorrenza sia il rischio di collisioni. Il terzo è l’eliminazione del divieto di accodamento tra tram, una norma che secondo i promotori non produce vantaggi reali in termini di sicurezza ma allunga i tempi di fermata e impedisce ai passeggeri di trasferirsi da un convoglio all’altro senza attendere quello successivo.
Mille firme in 3 giorni, risposta evasiva del Comune
La campagna ha già una storia alle spalle. A inizio dicembre 2025 Velocipiedi ha lanciato una petizione sul portale comunale “Milano Partecipa”, raggiungendo le mille firme necessarie in soli tre giorni. A fine febbraio il Comune ha risposto in modo che i promotori definiscono evasivo, senza indicare tempistiche o impegni concreti.
A gennaio 2026 è stata presentata una richiesta di accesso agli atti relativa a eventuali sperimentazioni di asservimento semaforico già condotte a Milano. La risposta ha restituito unicamente il testo di una delibera del 2014, senza documentazione tecnica allegata. Una successiva richiesta di integrazione ha ricevuto come risposta la conferma che non esistono ulteriori atti amministrativi né tecnici sulla materia: per i promotori, la prova che su questo fronte non è stato fatto nulla di concreto.
La raccolta firme continua, senza limite di adesioni
Nel frattempo Velocipiedi ha lanciato un nuovo sito dedicato alla campagna, con una raccolta firme aperta e senza soglia massima, dove sono disponibili tutti gli aggiornamenti e le informazioni sull’iniziativa. La mappatura del 10 maggio rappresenta il passo successivo: trasformare la pressione civica in dati verificabili, difficili da ignorare anche per un’amministrazione che finora ha risposto con silenzi e rinvii.