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Alla Milano Fashion Week gli studenti del Politecnico ridisegnano il futuro del lusso

Alla Milano Fashion Week gli studenti del Politecnico propongono supply chain del lusso più eque, sostenibili e umane.

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Nel pieno della Milano Fashion Week, mentre riflettori e attenzione globale sono puntati su passerelle e nuove collezioni, arriva una visione alternativa sul futuro del settore. Un gruppo di studenti del corso magistrale High-End and Luxury Industries Management del Politecnico di Milano invita a guardare oltre il prodotto finale, portando al centro del dibattito le filiere, le competenze artigianali e le relazioni che rendono possibile il lusso.

Il manifesto degli studenti: il valore del lusso è nei processi, non solo nel prodotto

Il lavoro, intitolato “Future of Luxury: Resilient, Sustainable and Human-Centric Supply Chains”, nasce da un workshop coordinato dai professori Hakan Karaosman e Jinou Xu insieme alla ricercatrice Lyven Mariana Leal Chagas. Il documento raccoglie undici principi che puntano a trasformare il modello attuale del settore, rendendolo più equo, trasparente e centrato sulle persone.

Secondo gli studenti, il vero valore del lusso non si esaurisce nell’oggetto finito, ma si costruisce lungo tutta la catena produttiva. Il know-how artigianale, la trasmissione delle competenze tra generazioni e il rispetto della dignità del lavoro diventano elementi chiave. Il manifesto propone un riequilibrio della distribuzione del valore tra brand e fornitori, superando logiche puramente transazionali a favore di rapporti più collaborativi e responsabili.

Brand e fornitori: verso relazioni più eque e collaborative

Uno dei punti centrali riguarda la trasformazione delle relazioni lungo la supply chain. L’obiettivo è passare da rapporti basati sul prezzo e sulla pressione sui costi a partnership più solide, fondate su fiducia, condivisione degli obiettivi e giustizia nei meccanismi di incentivo. In questo modo, l’intero ecosistema del lusso può diventare più stabile e resiliente nel lungo periodo.

Tecnologia e creatività: il ruolo dell’intelligenza artificiale

Nel documento trova spazio anche il rapporto tra innovazione tecnologica e creatività. L’intelligenza artificiale viene vista come un alleato in grado di migliorare l’efficienza dei processi e liberare tempo per le attività creative a più alto valore. Tuttavia, il principio è chiaro: la tecnologia deve affiancare, non sostituire, il contributo umano.

Tracciabilità digitale e storytelling del prodotto

Un altro tema chiave è la tracciabilità digitale, interpretata non solo come obbligo normativo, ma come opportunità per raccontare con trasparenza l’origine dei prodotti. Rendere visibili le persone, i territori e le competenze coinvolte nella produzione può rafforzare il legame tra brand e consumatori, creando un nuovo livello di fiducia.

Sostenibilità ambientale e sociale: due dimensioni inseparabili

Il manifesto sottolinea inoltre come sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale non possano essere considerate separatamente. Ridurre l’impatto ambientale senza garantire condizioni di lavoro dignitose lungo la filiera non è sufficiente. Il futuro del lusso, per le nuove generazioni, passa da modelli capaci di integrare entrambe le dimensioni in modo coerente.

Una nuova generazione ridisegna il settore

«Le nuove generazioni non vedono il lusso solo come oggetto, ma come un sistema fatto di relazioni, responsabilità e competenze», sottolinea il professor Hakan Karaosman del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano. Il manifesto riflette una sensibilità crescente verso modelli più collaborativi e orientati alle persone.

Il documento nasce nell’ambito delle attività didattiche del corso e rappresenta la visione di una generazione che si prepara a entrare nel settore in una fase di trasformazione profonda. Per questi studenti, il vantaggio competitivo del lusso nei prossimi anni dipenderà dalla capacità di costruire filiere resilienti, inclusive e orientate al lungo periodo.

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