Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Allarme diritti negati nelle carceri lombarde: la Cgil accende i riflettori su sovraffollamento e tutele negate

Oltre 750 pratiche e 4.000 contatti nel 2025 negli istituti della regione. Alla Camera del Lavoro il convegno sul lavoro degli sportelli sindacali

Di

Il carcere come cartina di tornasole dello stato dei diritti in Italia. È questo il cuore del convegno promosso alla Camera del Lavoro di Milano da Cgil Lombardia, Cgil Milano, Cgil Varese e Cgil Monza Brianza, dedicato alla condizione delle persone detenute e al ruolo degli sportelli sindacali negli istituti penitenziari. Un tema che, secondo il sindacato, non può più essere relegato ai margini del dibattito pubblico. Sovraffollamento, disagio psichico, fragilità sociali e un numero crescente di suicidi delineano un quadro che viene definito drammatico, lontano dallo spirito della Costituzione, che impone pene rispettose della dignità umana e orientate alla rieducazione.

I numeri del 2025: 750 pratiche, 4mila contatti

Nel solo 2025 gli sportelli sindacali attivi nelle carceri lombarde hanno seguito oltre 750 pratiche e gestito circa 4.000 contatti. Le richieste riguardano previdenza, lavoro, accesso alla casa, assistenza sanitaria, documentazione personale. Dati che raccontano una domanda crescente di tutela e accompagnamento, segno di un sistema in cui l’accesso ai diritti fondamentali appare spesso ostacolato. Per la Cgil, il carcere rappresenta uno snodo cruciale dove si concentrano disuguaglianze e vulnerabilità che precedono la detenzione e rischiano di aggravarsi durante l’esecuzione della pena.

“Più reati e più pene non sono la risposta”

Nel dibattito è emersa una critica alle politiche governative, ritenute orientate prevalentemente a un inasprimento delle sanzioni e all’ampliamento delle fattispecie di reato. Una linea giudicata repressiva e securitaria, che secondo il sindacato non affronta le radici strutturali del problema.

In questi anni la Cgil ha costruito reti territoriali, percorsi contrattuali e azioni di tutela individuale all’interno degli istituti penitenziari, con l’obiettivo di conoscere più a fondo la realtà carceraria e offrire risposte concrete ai bisogni delle persone detenute.

Condividi questo articolo

Altre notizie