Allarme energia in Lombardia, la Uil avverte: "Con i data center le fabbriche lombarde rischiano il blackout"
Il rapporto del sindacato sulle politiche industriali chiede una regia pubblica sulle connessioni e un tavolo permanente con Terna, gestori di rete, enti locali e parti sociali
Il rapporto UIL Lombardia sulle politiche industriali, diffuso a settembre 2026, fotografa un sistema produttivo che assorbe più della metà dell'elettricità consumata in regione: 32.837,5 gigawattora su un totale di 63.279,9, pari al 51,9%. La Lombardia, però, non si autoalimenta completamente. La produzione netta regionale si ferma a 53.014,9 gigawattora, e il sistema si regge su un saldo in entrata di 16.770,4 gigawattora che arrivano da altre regioni e dall'estero.
Quarantasette gigawatt di richieste, su una rete già in tensione
A questo quadro si aggiunge la domanda dei data center. Le richieste di connessione alla rete presentate dagli operatori hanno raggiunto quota 296, per una potenza complessiva di 47.263,39 megawatt: di queste, 214 hanno già ottenuto l'accettazione della Soluzione Tecnica Minima Generale, per oltre 32.500 megawatt. Si tratta di istanze amministrative e non di impianti costruiti o in funzione, precisazione che il rapporto stesso mette in evidenza. Ma il volume delle domande, secondo la UIL, delinea una pressione potenziale senza precedenti sulle infrastrutture elettriche regionali.
Sarti: "Transizione energetica cuore pulsante della politica industriale"
"La transizione energetica e digitale non è un capitolo separato dalla politica industriale, ne è il cuore pulsante. L'industria assorbe oltre la metà dell'energia elettrica lombarda e dipende fortemente dagli apporti esterni". Così Vittorio Sarti, della UIL Lombardia. Il timore riguarda la ricaduta sulle fabbriche: "Non possiamo permettere che l'esplosione dei data center e le nuove richieste di connessione avvengano in modo selvaggio, saturando le reti o facendo schizzare i costi energetici a danno delle nostre fabbriche e dei lavoratori".
La richiesta è una regia pubblica esercitata prima e non dopo: "Serve un governo pubblico e preventivo delle infrastrutture elettriche, dell'uso del territorio e dell'impatto occupazionale". E sul metodo di erogazione delle risorse: "Non ci bastano i bandi a pioggia: chiediamo alla Regione e alle istituzioni di condizionare le risorse alla reale sostenibilità, verificando progetto per progetto le ricadute sul lavoro qualificato e la compatibilità con i fabbisogni del manifatturiero. Senza una governance partecipata con il sindacato, si rischia di guidare verso il blackout produttivo del Paese".
La proposta: un tavolo permanente con Terna e i gestori di rete
"È auspicabile, al più presto, la creazione di un tavolo di confronto permanente sulle transizioni energetiche e digitali, coordinato con Terna, i gestori di rete, gli enti locali e le parti sociali, per garantire che lo sviluppo delle infrastrutture sia accompagnato da investimenti mirati, formazione professionale e tutela dell'occupazione stabile", afferma il segretario generale della UIL Lombardia Antonio Albrizio.
Sul capitolo data center chiede una distinzione metodologica prima ancora che politica: "Occorre distinguere in modo trasparente le fasi procedurali dagli impianti realizzati e verificare, progetto per progetto, consumi, investimenti, occupazione diretta e indiretta, competenze e benefici territoriali", evitando consumo di suolo inutile e impatti negativi sull'ambiente.