Allarme negozi sfitti in Lombardia: Confcommercio segnala il 10% degli spazi commerciali vuoti
Confcommercio Lombardia lancia l’allarme: 9.447 negozi sfitti e rischio declino del commercio di prossimità. Servono interventi e patti locali per rilanciare le città.
In Lombardia ci sono 9.447 negozi sfitti, un numero che pone la regione al primo posto in Italia in termini assoluti. Paradossalmente, però, la Lombardia è anche l’ultima per percentuale di spazi vuoti sul totale: il 10,4%.
Il dato emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio, diffusa in vista dell’evento nazionale “inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono”, dedicato al futuro delle città e delle economie locali.
Il commercio al dettaglio arretra: prospettive critiche entro il 2035
Lo studio evidenzia un trend nazionale preoccupante: negli ultimi anni sono scomparsi oltre 140mila negozi tra attività fisse e ambulanti. Senza interventi straordinari, il saldo potrebbe peggiorare ulteriormente entro il 2035, con la possibile perdita di altri 114mila esercizi. Un fenomeno che coinvolge direttamente anche la Lombardia, dove la relazione tra numero di negozi e abitanti risulta sfavorevole, soprattutto nei centri del Nord.
Confcommercio: “Rischiamo città meno vive e meno sicure”
Carlo Massoletti, vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia, lancia un monito: sebbene la regione mostri la percentuale più bassa di negozi vuoti in Italia, la tendenza rimane allarmante. Secondo Massoletti, l’aumento degli spazi sfitti potrebbe portare a una perdita progressiva di socialità, accoglienza, frequentazione giovanile, servizi essenziali e addirittura sicurezza urbana. Un rischio che riguarda sia i piccoli Comuni, sempre più spopolati, sia le città medie, in trasformazione verso modelli abitativi da “dormitorio”.
Le soluzioni: distretti del commercio, patti locali e canoni calmierati
Per invertire la rotta, Confcommercio propone un rafforzamento del partenariato pubblico-privato, partendo dai Distretti del Commercio, considerati strumenti efficaci per sostenere la resilienza delle attività economiche di quartiere.
Il presidente nazionale Carlo Sangalli sollecita inoltre un confronto strutturato con amministrazioni locali e proprietari immobiliari per siglare patti territoriali mirati alla riattivazione degli spazi sfitti tramite: canoni calmierati, incentivi coordinati tra pubblico e privato, agevolazioni per nuove aperture.