Allarme Uil sulle imprese edili milanesi: metà dei cantieri sono irregolari, dilagano false attestazioni di sicurezza
Secondo la Uil Lombardia, il 50% delle imprese in cantiere non rispetta norme di sicurezza, con falsi certificati sanitari e lavoro nero diffusi.
A Milano emerge un quadro preoccupante per il settore edilizio: circa una impresa su due ispezionata nei cantieri risulta irregolare. Le violazioni riguardano la sicurezza sul lavoro, la mancata registrazione delle ore, contribuzione fittizia e ricorso al lavoro nero. La segretaria confederale della Uil Lombardia, Eloisa Dacquino, ha segnalato la gravità della situazione a seguito di una riunione del Tavolo di coordinamento permanente e del gruppo di lavoro su sicurezza e lavoro sommerso presso la Prefettura.
Falsi certificati e formazione compromessa
Secondo la Uil, uno dei problemi più diffusi riguarda le false attestazioni di idoneità sanitaria e la formazione irregolare in materia di sicurezza. “Quando l’idoneità sanitaria e la formazione risultano oggetto di certificati falsi, la prevenzione viene compromessa alla radice – spiega Dacquino – esponendo lavoratrici e lavoratori a rischi concreti di infortuni e malattie”.
Illegalità diffusa nelle catene di appalto
La sindacalista sottolinea che il fenomeno non è limitato a singole aziende: “Quando un’impresa su due è irregolare, parliamo di illegalità diffusa che si regge su catene di appalti e subappalti. Spesso si riducono risorse e presidi di prevenzione, con effetti immediati sulla sicurezza dei lavoratori”.