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Alta Velocità sotto Milano, la proposta di Lobati (FI): "Il nodo ferroviario è saturo, serve un secondo passante"

Il consigliere di Forza Italia chiede di aggiornare lo studio di fattibilità e di istituire un tavolo tecnico con Ministero, RFI, Ferrovienord, Comune e Città Metropolitana. Quattro stazioni sotterranee sul modello di Bologna e Torino

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Jonathan Lobati, consigliere regionale di Forza Italia, relatore del Piano regionale della mobilità e dei trasporti e presidente della Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità, ha presentato un ordine del giorno per inserire tra le priorità la realizzazione di un nuovo passante ferroviario ad Alta Velocità interamente in sotterraneo. La saturazione dell’infrastruttura milanese costituisce il punto di partenza dell’iniziativa.


Il beneficio principale individuato dal consigliere riguarda la separazione del traffico. Oggi i convogli ad Alta Velocità e i treni regionali condividono gli stessi binari, con ricadute sulla regolarità di entrambi i servizi. Una linea dedicata consentirebbe di distinguere le due utenze e, in parallelo, di creare un collegamento diretto tra le stazioni milanesi attraversate dai treni veloci.


Un progetto in circolo da 20 anni


L’ipotesi non è inedita: compariva già nei documenti strategici regionali del 2006 ed era stata ripresa nel Programma regionale della mobilità e dei trasporti del 2016. Il tracciato immaginato attraversa la città lungo l’asse nord-est, collegando l’area di Rho Fiera con quella di Rogoredo e servendo le stazioni di Porta Garibaldi e Centrale.


Le due richieste 


La prima richiesta dell'ordine del giorno presentato da Lobati riguarda l’aggiornamento del vecchio studio di fattibilità, necessario per quantificare costi, tempi e praticabilità tecnica alla luce delle condizioni attuali. La seconda prevede l’istituzione di un tavolo tecnico permanente che riunisca Ministero dei Trasporti, RFI, Ferrovienord, Comune e Città Metropolitana di Milano. La soluzione da studiare, secondo Lobati, dovrebbe essere prevalentemente o totalmente interrata e indipendente dai binari esistenti.


Il consigliere azzurro richiama le esperienze di altre città italiane dotate di stazioni sotterranee, già operative nel capoluogo emiliano e in quello piemontese e in corso di realizzazione a Firenze. Disporre di quattro fermate interrate, sostiene, faciliterebbe l’integrazione tra ferrovia, metropolitane, treni locali, tram e autobus.


“Non è più tempo di piccoli interventi”


Sul piano politico Lobati respinge l’ipotesi di soluzioni incrementali, come l’aggiunta di fermate al passante esistente, e rivendica la necessità di un’opera strutturale. Una città che intende mantenere il proprio ruolo internazionale sul terreno economico, imprenditoriale, culturale e turistico, conclude il consigliere, richiede infrastrutture adeguate a quella posizione.


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